Account Twitter oscurato: la Fgr sta con Trump

La Federazione Giovanile Repubblicana, amica del mondo euro-atlantico, in questi mesi, ha considerato le elezioni USA come un fatto interno agli stessi. «Perciò ci siamo limitati ad osservare», scrive il segretario Marco Spina. «Abbiamo apprezzato le prese di distanze del centrodestra in Italia (e anche nel mondo) su quanto accaduto a Capitol Hill e siamo stati felici che ieri non ci siano stati esponenti di centrosinistra (almeno non ci sembra di averne visti) che abbiano gioito per la censura dei profili di quello che, piaccia o no, è ancora il POTUS. Poi, tralasciando chi ragiona di pancia con il “Trump mi fa schifo, quindi non mi interessa” (fidatevi di questi commenti ne abbiamo letti. E questo ci fa sempre più pensare che le democrazie liberali siano in una crisi preoccupante ma è un’altra storia questa), c’è da apprezzare che anche esponenti intellettuali del mondo di centrosinistra: Massimo Cacciari e Roberto Saviano abbiano sollevato delle perplessità sulla censura a Trump. La realtà è questa: I social e il sistema mediatico si sono schierati da tempo, comunque la si pensi, contro Trump: rimuovendo molti dei suoi post che a loro avviso non erano rispettosi dei “termini e delle condizioni” dei social. Pertanto, in nome della democrazia e della trasparenza (e non ci sentiamo di chiedere molto), essendo noi figli del pensiero di Mazzini e laico-liberaldemocratico di La Malfa, e delle nostre garanzie costituzionali, scritte in calce in Costituzione e Convenzioni internazionali, che prevedono la libertà di espressione come uno dei principi fondamentali, auspichiamo che le organizzazioni sovranazionali e gli esecutivi nazionali dei vari paesi stabiliscano mediante i trattati con le Big Tech quali siano “I termini e le condizioni” per l’utilizzo di quelli che, più che semplici social, sono diventati degli stati globali, senza confini, digitali, privati. I social sono un prodotto o il prodotto siamo noi? Crediamo ad oggi più la seconda. I trattati internazionali e le convenzioni esistono per questo: ristabilire gli equilibri. Perché oggi viene censurato Trump, ma domani a chi tocca? Magari proprio a voi che leggete».