La democrazia fragile è la nostra

Fa piacere la grande sensibilità mostrata per le vicende statunitensi nel nostro paese, ma come dire forse non si ha molto chiaro il quadro istituzionale in cui si sono svolte. Trump è ancora il presidente in carica, non un capo partito o un capo fazione. Il presidente in carica fa una manifestazione e dice alla folla sono e siamo stati traditi marciamo sul senato e bruciatelo. Cosa devono fare le forze dell’ordine? il capo delle forze armate è il presidente. Dalla guardia nazionale, all’ultimo reggimento paracadutisti, sono comandati da lui. Se un colonnello di un battaglione di marines avesse detto schieriamo due compagnie per difendere il senato, usurpava i poteri presidenziali. A West Point studiano il dilemma di Lafayette che voleva proteggere il re a Versailles e arriva in ritardo non perchè dormiva ma perché non si fidava della guardia nazionale. Capitol Hill non è Versailles, come ha scritto Renzi, in un post, è il santuario della democrazia. Per la verità la democrazia non ha santuari e negli Stati Uniti il presidente eletto e in carica ha una priorità costituzionale sul senato. Quello che è si è verificato negli Usa è dunque un conflitto costituzionale gravissimo che trova precedenti solo nel caso Nixon. Infatti la presidenza democratica del congresso non chiede perchè non avete schierato la guardia nazionale, ma invoca il 25esimo emendamento lo stesso per Nixon. La democrazia americana seppe deporre un presidente nel pieno del suo mandato e alla seconda elezione fra l’altro, intento in un momento storico delicatissimo, figurarsi se non riuscirà a sbarazzarsi di Trump, la cui presidenza scade fra meno di venti giorni. Solo che bisogna considerare la particolarità della situazione, ovvero di un presidente sconfitto con più voti di quanti ne abbia presi quando vinse. Il suo elettorato non è terroristico, non è antiamericano, non è antidemocratico, non è “fascio vichingo”. Il cosiddetto sciamano indossa un copricapo dei più valorosi guerrieri sioux. Il suo elettorato è convinto di aver ragione, cioè di aver subito un raggiro e quindi occorre una certa cautela perchè si tratta di quasi metà della popolazione. Meno male che noi abbiamo intellettuali che davanti a un contesto così complesso si sono messi a scrivere che se se si trattava di neri, la polizia sparava per molto meno. Bello. Non fosse che la polizia ha sparato ed ucciso una cittadina bianca che forzava l’ingresso dell’aula del senato e quel poliziotto ha sbagliato perché non c’era nessuna minaccia a persone e nessuno può aver dato l’ordine di aprire ll fuoco. Per farlo occorre che la nazione si pronunci legalmente nel conflitto istituzionale in corso, è può farlo solo con la destituzione del presidente. Se non lo si destituisce è perchè anche questo potrebbe avere un contraccolpo sulla popolazione pro Trump. Basterà aspettare il nuovo insediamento del presidente ed i poteri saranno nuovamente unificati. Si tratta di pochi giorni e si è visto che Trump non controlla nemmeno più il suo partito mai l’avesse controllato. Per cui è difficile possano estendersi o riprodursi fatti come quelli visti. La democrazia non è perfetta ha degli imprevisti. Ma state tranquilli che in America regge. L’America ha solo un modello democratico nella sua storia, un modello che discende tra l’altro da una rivoluzione compiuta. Preoccupatevi semmai della nostra. Qua servirebbe davvero Toro Seduto su Palazzo Chigi, altro che la crisi di governo.