Toccalini: «Mai un governo con il PD»

Dopo Giulia Pantaleo (Segretario Nazionale Gioventù Liberale Italiana) ed Enrico Maria Pedrelli (Segretario Nazionale Federazione dei Giovani Socialisti) abbiamo intervistato l’ON. Luca Toccalini, Segretario Federale Lega Giovani e membro della segreteria federale della Lega.

ON. Toccalini, sono realistiche le voci che vedrebbero la Lega disponibile ad un governo di “larghe intese” in caso di crisi dell’attuale esecutivo? «È una eventualità da non prendere in considerazione. Staremo a vedere se Renzi darà finalmente seguito alle sue minacce verso Conte o se si tratta dell’ennesimo bluff, ma anche in caso di crisi escludo un ingresso della Lega in un qualsiasi governo a maggioranza PD-5STELLE-IV».

Quali sono stati i principali errori del governo in carica nel corso dell’emergenza? «In primis vi è stata eccessiva abbondanza di egocentrismo. Considerarsi modello ed esempio per tutto il mondo è stato un grave errore, date le statistiche economiche e sanitarie che indicano l’Italia come una delle nazione messe peggio al mondo. Figure inadeguate come Arcuri hanno prodotto ritardi dannosi su mascherine, vaccini e questione scolastica, scaricando poi le proprie colpe su cittadini e governatori di regione».

Quali sarebbero invece le principali proposte della Lega in merito all’emergenza? «Serve innanzitutto chiarezza! Non si possono chiudere attività produttive fondamentali come quelle dei ristoranti senza il giusto preavviso. Le restrizioni confuse ed illogiche attuate nel periodo natalizio ne sono esempio. Avremmo fatto inoltre molto di meglio sulla questione scolastica, dato che quotidianamente ascoltiamo e viviamo le difficoltà anche di chi lavora e dirige gli istituti scolastici. Su sistemi di areazione, trasporto pubblico ed organizzazione il governo non ha fatto nulla».

Per la Lega, date le condizioni attuali, il 7 gennaio la scuola deve dunque riaprire? «Non ci sono le condizioni purtroppo. Oggettivamente non è cambiato nulla rispetto alla confusa organizzazione di settembre che ha prodotto la chiusura delle scuole nemmeno un mese dopo la riapertura. In Parlamento stiamo dando battaglia e proponendo miglioramenti quanto a distribuzione di mascherine e sistemi di areazione, valutando anche la possibilità di incrementare il numero di insegnanti nelle scuole ed allargare l’orario delle lezioni. Fino ad ora abbiamo assistito soltanto a proposte grottesche ed inattuabili come quelle dell’Azzolina e della De Micheli».

Altro tema cardine dell’emergenza è il rapporto Stato-Regioni, con numerose critiche rivolte da governatori di centrodestra e centrosinistra al governo, accusato di assumere comportamenti troppo centralisti. Che visione ha la Lega in merito? «Anche in questo campo vi sono stati numerosi errori del governo. Governatori di sinistra come Bonaccini hanno spesso criticato le modalità centraliste dell’esecutivo, pronto a scaricare la colpa sulle regioni per ogni errore, senza però lasciare alcuna autonomia su tematiche di vitale importanza. Le regioni sin dalla prima ondata hanno dovuto procurarsi materiale come le mascherine ed i ventilatori polmonari che il governo ed il commissario Arcuri non hanno fornito. Per la Lega la battaglia del Federalismo è storicamente fondamentale, il comportamento centralista del governo profondamente deleterio».

Le misure messe in campo dall’Unione Europea come il SURE, il MES ed il Recovery Fund rappresentano realmente una risposta adeguata della UE dinanzi alla crisi in corso, oppure si riveleranno un bluff? «Sono una risposta molto parziale. Si parla ancora oggi del Recovery Fund che nella realtà non ha ancora prodotto nulla. Abbiamo chiesto dal principio tempistiche certe sull’arrivo dei fondi e soldi a fondo perduto, arriveranno invece principalmente prestiti. Nel frattempo: ristoranti, partite IVA ed imprese varie falliscono per mancanza di adeguati aiuti economici. Pertanto, come Lega siamo preoccupati per l’utilizzo di questi fondi da parte del governo, dato che sperperare le risorse, che eventualmente arriveranno, sarebbe imperdonabile. Inoltre, da responsabile giovanile e parlamentare, trovo assurdo che si parli di spendere soltanto l’1% dei fondi per le nuove generazioni. Daremo battaglia in aula per ottenere una spesa ed un investimento adeguato di questi fondi per le classi giovanili».

In molti accusano la Lega per la propria posizione in UE, aderendo essa ad un gruppo europarlamentare considerato troppo isolato. Sono veritiere le voci di un prossimo cambio di gruppo in europarlamento, magari per volere dell’ area “Giorgettiana” del partito? «La Lega è una sola. Non esistono varie aree nel partito relative a Salvini, Giorgetti, Zaia o Fontana. Le decisioni vengono prese collegialmente e non ci sarà alcun cambiamento di gruppo europarlamentare in UE adesso o in futuro. Fa inoltre sorridere che la Lega venga tacciata di essersi isolata in Europa e di essere amica di Orban e del governo polacco, dimenticando la presenza di Orban nel PPE con Forza Italia e quella dei polacchi nell’ECR Party con Fratelli D’Italia. Siamo coerenti e rispettosi della nostra storica postazione in UE, non cambieremo bandiera in base a dove tira il vento».

Le elezioni comunali del 2021 saranno altra sfida importante per la Lega e per il centrodestra. Quando ci sarà maggiore chiarezza sul nome dei candidati? «Nei prossimi giorni arriveranno i nomi dei candidati per le principali città come Napoli, Roma, Milano, Bologna e Torino. È nuova la notizia del rinvio dell’elezione regionale calabrese all’11 aprile. Con tutto il centrodestra schiereremo nomi meno politici e più pratici, in virtù dell’ascolto dei cittadini che spesso pretendono figure con ampia conoscenza del territorio, sia pur non provenienti da partiti».

In virtù anche del taglio dei parlamentari e del minore spazio disponibile alle camere per molti gruppi, secondo voi, in futuro, vi sarà la possibilità di assistere alla formazione di un partito unico del centrodestra e magari sulla scia del “Republican Party” USA? «Crediamo che sia difficile assistere a tale formazione di partito in futuro. Abbiamo molte idee comuni con FI e FDI ma anche sensibilità diverse. Per esempio la Lega è molto legata al Federalismo ed ai territori, a differenza di FDI che è più centralista o di FI che ha componenti in toto più moderate. A livello parlamentare invece potrebbe essere interessante assistere ad azioni comuni su vari temi, in modo da risultare più incisivi e mandare a casa il governo il prima possibile».

La Lega non condivide dunque la mozione di sfiducia di FDI al premier Conte? «Nel merito la condividiamo ovviamente. Pertanto, abbiamo il timore che in questo momento storico tale azione rischi di rivelarsi un boomerang, finendo per fortificare di fatto un governo che probabilmente cadrà da solo in breve tempo».

Tommaso Alessandro De Filippo