La tecnocrazia e i suoi ingranaggi: Castellani racconta le democrazie del domani

Lorenzo Castellani, classe 1989, è politologo e professore di Storia delle istituzioni politiche alla LUISS Guido Carli di Roma. Nella sua ultima pubblicazione L’ingranaggio del potere (Liberilibri) offre ampia visione della tecnica in società ed in politica; raccontandone evoluzione storica e prospettandone il ruolo futuro da svolgere all’interno delle nazioni del nostro tempo.

Abbiamo mai provato ad osservare le ragioni della necessità di tecnica che da tempo occupa il nostro dibattito sociale e politico? Bisognosi di competenza nelle istituzioni e nelle categorie produttive, storicamente abbiamo assistito all’evolversi della società: scoperte e successi scientifici, ad esempio, non sarebbero stati possibili senza la lungimiranza e l’apporto meramente tecnico di alcune figure.

Esiste però un lato oscuro della tecnica che ha sempre programmato e modellato l’andamento delle nostre vite: la necessità di progresso e bisogno è stata sostituita da èlite ed istituzioni burocratiche che hanno stravolto le nostre democrazie. La nascita ed il successo di forze demagogiche, portatrici di nichilismo politico, ha comportato l’allontanamento del cittadino dalla propria volontà di scegliere i governanti. Ne sono dimostrazione effettiva i governi e gli apparati tecnici che hanno guidato e guidano gli stati nazionali nel corso dei decenni.

La necessità di incaricare figure consone ai ruoli in determinati settori si è tramutata in delega della nostra esistenza, permettendo ieri la formazione di regimi, oggi l’indebolimento della sovranità popolare. La pandemia attuale ha ancor più stravolto le nostre convinzioni, obbligandoci di fatto, nel prossimo futuro, alla difesa dell’occidente e delle sue democrazie liberali dall’avanzata del tecno-potere cinese. Il rischio è risvegliarci in una società di replicanti sottomessi al ruolo del tecnico imperante, ostaggi del nuovo Leviatano pronto a privarci di ogni certezza, in cambio di finto benessere.

Risposta ed antidoto alla perdita della nostra identità sarà solo il ritrovo dell’equilibrio tra potere e responsabilità del cittadino, ben consci di dover aggiornare il nostro futuro senza sanificare la nostra memoria. Nelle mani degli USA è ancora la difesa dell’etica liberale classica, solco delle democrazie d’occidente, bisognosa di un ingranaggio di potere maggiormente forte ma non schiacciante come quello in arrivo da Oriente.

Tommaso Alessandro De Filippo