Vetta dell’antisemitismo BBC: «Gesù, rifugiato palestinese»

Più il mondo arabo si avvicina a Israele e più l’Europa si lascia abbagliare dalla narrativa antisionista palestinese. È un curioso strabismo politico e culturale. In questi giorni l’Arabia Saudita ha messo in circolazione nuovi libri di testo depurati dagli appelli a uccidere gli ebrei, e il Marocco ha incluso nei propri libri la storia della comunità ebraica marocchina. Nel frattempo in due trasmissioni radiofoniche la BBC ha affermato che Gesù era palestinese. Lo ha spiegato per primo il conduttore Robert Beckford durante una puntata di “Heart and Soul”, programma dedicato alla spiritualità. Beckford ha raccontato come nel corso dei secoli l’iconografia occidentale abbia raffigurato Gesù, uomo o bambinello, come bianco «nonostante sia più realistico ritenere quale ebreo palestinese del primo secolo che Gesù fosse di pelle scura». E per chi non lo avesse capito, più avanti il conduttore ha ribadito che «quale ebreo palestinese del primo secolo era di colore scuro». Bontà sua Beckford si è almeno ricordato che Gesù era ebreo.Per i suoi colleghi di “Sunday Morning”, trasmissione di BBC Radio Scotland, il Nazareno era «un palestinese di pelle scura», punto e basta. Dobbiamo credere a un semplice (doppio) lapsus dovuto alla scarsa preparazione dei conduttori della BBC? Camera, acronimo del “Comitato (britannico) per la precisione sulle notizie e le analisi sul Medio Oriente”, la pensa diversamente. La BBC, spiega, presenta Beckford come «uno dei più importanti teologi neri del Regno Unito». Una persona che ha certamente studiato i Vangeli e che meglio di altri dovrebbe sapere che il territorio dove Gesù è nato si chiamava Giudea. Il nome Syria Palaestina fu imposto dai Romani alla regione non prima del 135 d.C. In quell’anno il militare Giulio Severo schiacciò nel sangue la rivolta del condottiero ebreo Bar Kokhba mettendo fine alla terza guerra giudaica. L’imperatore Adriano, che aveva vietato agli ebrei di circoncidere i propri figli maschi, de-giudeizzò quella terra a partire dal nome e fece divieto agli ebrei di risiedere a Gerusalemme.Il sospetto che quello di Beckford sia un progetto di revisionismo culturale non è campato per aria. Il teologo non spiega come Gesù fosse uno dei maestri ebrei dell’epoca ma lo descrive come «una figura di spicco nella lotta contro il razzismo e la discriminazione» nonché «un rifugiato la cui famiglia dovette fuggire a causa delle persecuzioni: era uno degli oppressi dai colonizzatori del suo tempo». Le parole di Beckford ricordano le vignette propalestinesi natalizie che raffigurano Gesù, Giuseppe e Maria quali palestinesi umiliati ai posti di blocco israeliani fra Betlemme e Nazareth. La BBC, in altre parole, ha abbracciato la teologia della sostituzione che vuole Gesù non ebreo ma arabo. Nulla di nuovo sotto al sole. Si tratta di una delle tante appropriazioni culturali degli antisionisti per criticare o delegittimare Israele: alcune di queste hanno fatto breccia qua e là in Europa – come nel caso della BBC – altre hanno fatto carriera arrivando anche all’Onu. Fra le più scandalose si ricorda la risoluzione UNESCO del 2016 secondo cui il Muro del Pianto di Gerusalemme, il luogo più sacro per l’ebraismo, andrebbe chiamato solo con il suo nome arabo di Haram al-Sharif.

Daniel Mosseri