Randolfo Pacciardi: mazziniano, repubblicano, massone

1° gennaio 1899, Giuncarico di Gavorrano (GR), nasce Randolfo Pacciardi, il Mazziniano, repubblicano, antifascista, massone e Ministro della Difesa a cui si deve la Celebrazione del 4 novembre come festa nazionale.

Dal portale dell’archivio della Camera.

1909 A dieci anni frequenta l’unica classe della scuola elementare a Grosseto. Proseguirà successivamente e con grandi sacrifici gli studi fino a conseguire la licenza di scuola superiore.

1915 Aderisce al Partito repubblicano. In maggio l’Italia entra formalmente nella prima guerra mondiale a fianco delle potenze dell’Intesa. Pacciardi si arruola come volontario e diventa sottotenente dei Bersaglieri, ottenendo sul campo due medaglie d’argento ed una di bronzo al Valor Militare e, successivamente, la Military Cross dell’esercito britannico e la Croix de guerre francese.

1921 Dopo la guerra consegue la laurea in Giurisprudenza all’Università di Roma. Dopo la laurea comincia a frequentare lo studio legale di Giovanni Conti, uno dei capi di Partito repubblicano. Con lo pseudonimo di “Libero” pubblica nella Libreria Politica Moderna di Conti il volume Mazzini. La vita e le opere.

1923 Insieme ad altri esponenti del Partito repubblicano, fra cui Gigino Battisti, figlio di Cesare Battisti, partecipa alla fondazione del movimento di ex combattenti antifascisti “Italia Libera” di cui diventa segretario generale.

1925 Difende con successo “La Voce Repubblicana” nella causa con il quadrumviro Italo Balbo, che il quotidiano dei Pri aveva accusato di essere il mandante dell’omicidio di Don Minzoni, parroco di Argenta (Ferrara).

1926 Per l’attività antifascista subisce la condanna a cinque anni di confino, che lo costringe ad espatriare clandestinamente in Svizzera, con l’aiuto di Ernesta Battisti, vedova di Cesare Battisti.

1927-1932 Si stabilisce nel Canton Ticino, dove per sei anni dirige la “Centrale di Lugano”, organizzazione clandestina in collegamento con la “Concentrazione antifascista” di Parigi. In collaborazione con “Giustizia e Libertà” di Carlo Rosselli, organizza il volo di Giovanni Bassanesi e Gioacchino Dolci con lancio di volantini su Milano (11 luglio 1930) e l’attentato a Mussolini dell’anarchico Ersilio Belloni e del repubblicano Luigi Delfini. Quest’ultimo rimase legato a Pacciardi per tutta la vita. In questo periodo, fornisce a Sandro Pertini il falso passaporto che gli consente di rientrare clandestinamente in Italia dalla Francia.

1933 A seguito delle pressioni del governo italiano sulle autorità elvetiche è costretto a lasciare la Svizzera per il mancato rinnovo del permesso di soggiorno. Si rifugia in un primo momento a Mulhouse, in Alsazia, dove esercita la professione di giornalista. Al quinto Congresso in esilio (Parigi, 23-24 aprile 1933), viene eletto segretario politico del Partito repubblicano. Dopo la morte di Claudio Treves, nel giugno del 1933, assume la direzione de “La Libertà”, organo di stampa della “Concentrazione”, insieme a Giuseppe Saragat (Psi) e Alberto Cianca (GL).

1936 Allo scoppio della guerra civile spagnola (luglio 1936-aprile 1939), assume il comando del Battaglione (poi “Brigata”) Garibaldi, fondato a Parigi da comunisti, socialisti e repubblicani e va a combattere sul fronte spagnolo in difesa della Repubblica. Viene ferito nella battaglia del Jarama ma, pur convalescente a Parigi, torna in Spagna a tempo per comandare la controffensiva di Guadalajara (8-23 marzo 1947), nel memorabile scontro con le truppe italiane inviate da Mussolini in soccorso del generale Franco.

1937 Lascia il comando della Brigata Garibaldi per contrasti con la componente comunista, essendosi rifiutato di utilizzare le sue truppe in funzione di ordine pubblico contro gli anarchici a Barcellona.

1938 Intraprende un viaggio di propaganda negli Stati Uniti allo scopo di raccogliere fondi a sostegno della propria attività antifascista, che aveva portato alla fondazione del periodico “La Giovane Italia” insieme ad Alberto Tarchiani.

1941 Dopo l’ingresso delle truppe tedesche a Parigi, fugge con la moglie a Vendôme, da dove organizza l’ulteriore fuga in Algeria. Qui riesce ad ottenere passaporti falsi per espatriare negli Stati Uniti, sul piroscafo portoghese Serpa Pinto, insieme alla moglie, sotto le false generalità di René Pigot (stesse iniziali di Randolfo Pacciardi) e Louise Cernet. Durante il periodo statunitense fu tra i promotori insieme a Salvemini ed altri esuli antifascisti in America (Lionello Venturi, Michele Cantarella, Aldo Garosci, Carlo Sforza, Alberto Tarchiani, Max Ascoli, Roberto Bolaffio, Renato Poggi, Giuseppe Antonio Borgese) la Mazzini Society e tenta di costituire a New York una Legione italiana da affiancare agli angolo-americani contro i nazisti. Contemporaneamente, promuove svariate attività di sensibilizzazione dell’opinione pubblica americana ed italo-americana in favore dell’antifascismo, anche grazie alla fondazione di alcuni fogli periodici, fra cui “La Legione dell’Italia del Popolo”. Da New York, tramite il comune amico Pierre Mendès France, scrive anche al generale De Gaulle per chiedergli di associare al suo movimento “France Libre” la Legione italiana che sta progettando di costruire.1944-1945 Nel giugno 1944 torna in Italia, via Algeri, con aereo militare americano e subito dopo riassume la segreteria del Pri e la direzione della “Voce Repubblicana”.

1946 È’ eletto deputato dell’Assemblea Costituente.

1947 Alla fine di dicembre entra nel quarto governo De Gasperi come vicepresidente del Consiglio, delegato a presiedere il Comitato interministeriale per la difesa delle istituzioni repubblicane.

1948-1953 È nominato ministro della Difesa nel V (23.05.1948-14.01.1950), nel VI (27.01.1950-19.07.1951) e nel VII (26.07.1951-07.07.1953) governo De Gasperi. Contribuisce attivamente alla ricostruzione delle Forze Armate italiane ed all’adesione dell’Italia al Patto Atlantico.1953-1958 È presidente della commissione Difesa della Camera dei deputati, da cui si dimette per poter liberamente querelare il quotidiano “Paese Sera” che lo aveva accusato di essere coinvolto, insieme alla moglie, nello scandalo relativo alla costruzione dell’aeroporto di Fiumicino. In sede giudiziaria così come dagli esiti dell’inchiesta parlamentare sull’argomento, risulterà estraneo ai fatti. Dal 9 settembre al 5 ottobre 1958, su incarico del presidente del Consiglio Fanfani, compie un viaggio ufficiale in Medio Oriente per un giro di colloqui sulla situazione politica ed economica dei Paesi arabi.

1958-1963 Si evidenzia in questi anni la crescente contrapposizione interna al partito repubblicano fra la componente centrista di Pacciardi e quella di centro-sinistra di Ugo La Malfa e del segretario del partito Oronzo Reale. Alla presentazione del primo governo di centro-sinistra nel 1963 (Governo Moro), Pacciardi esprime voto contrario e viene espulso dal partito “per indisciplina”.

1964 Lancia insieme a personalità diverse (Raffaele Cadorna, Giuseppe Caronia, Tomaso Smith, Giuseppe Mancinelli, Alberto Rossi Longhi, Ivan Matteo Lombardo, Mario Vinciguerra, Giano Accame, Alfredo Morea e Salvatore Sanfilippo) l’appello per una Nuova Repubblica, che ottiene il sostegno di studiosi illustri quali Giuseppe Maranini, Paolo Ungari ed altri che creano l’Alleanza Costituzionale. Il 26 gennaio 1964 fonda il movimento “Unione Democratica per la Nuova Repubblica”, preceduto il 1° marzo dal lancio del settimanale “Folla”, il cui primo editoriale si concludeva con le parole che sarebbero diventate slogan “Dobbiamo arrivare al cuore della folla per rifare lo Stato e disfare le sette”.1966 Fonda il settimanale “Nuova Repubblica”.1968 L’UDNR, forte della promessa della commissione di vigilanza RAI di concedere l’accesso alle tribune elettorali televisive, si presenta nella metà più uno delle circoscrizioni elettorali per la Camera dei deputati alle elzioni politiche del 1968. L’accesso non viene consentito e il movimento ottiene 63.000 voti.1969-1981 Emarginato dal mondo politico, ignorato dai media, mantiene il giornale in equilibrio economico e accentua le sue posizioni politiche in senso presidenzialista. Viene per due volte (1970, 1974) indicato dalla stampa come coinvolto in piani eversivi che contribuiscono a tenerlo isolato. Nel 1979, rientra nel Pri su richiesta della base romagnola tornando a far parte della direzione nazionale.1991 Il 14 aprile muore a Roma. Il Presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, decreta per lui i funerali di Stato.

Incarichi parlamentari. Capogruppo del gruppo parlamentare Repubblicano. Componente della Commissione per i Trattati internazionali. Vicepresidente del Consiglio dei ministri (De Gasperi IV) I Legislatura. Componente della V Commissione (Difesa). Componente della VI Commissione (Istruzione e Belle arti). Componente della XI Commissione (Lavoro e Previdenza sociale). Vicepresidente del Consiglio dei ministri (De Gasperi IV) Ministro della Difesa (De Gasperi V, Vi e VII). II Legislatura. Vicepresidente della II Commissione (Affari esteri). Ministro della Difesa (De Gasperi VII) III Legislatura. Presidente della VII Commissione (Difesa). Componente della III Commissione (Esteri). IV Legislatura. Componente della III Commissione (Esteri). Componente della VII Commissione (Difesa). Componente della Commissione speciale per l’esame del disegno di legge n. 2017 “Disciplina degli interventi per lo sviluppo del Mezzogiorno”.

Decorazioni. Due medaglie d’argento (decreto luogotenenziale 29 maggio 1919 e Regio decreto 1919) ed una di bronzo (Regio decreto 28 settembre 1919) al Valor Militare (fasc. 4) e, successivamente, la Military Cross dell’esercito britannico e la Croix de guerre francese.