Legge di bilancio 2021, un bonus non si nega a nessuno

Dobbiamo esserci tutti distratti durante la pausa di fine anno, non ci siamo resi conto che vi è stata una riforma costituzionale ed il bicameralismo perfetto è stato superato. Il povero Matteo Renzi voleva farlo attraverso tutti i crismi dettati dalla Costituzione con tanto di referendum confermativo, su cui si schiantò la sua brillante carriera di leader politico di primo piano, dilettante! Il professor Conte, fine giurista ed avvocato del popolo, lui sì che sa come si fa, basta comprimere i tempi della discussione del Senato, mettendolo nella condizione di non poter entrare nel merito dei provvedimenti, e il gioco è fatto. Questa prassi è costume del professore non certo una novità. I gruppi parlamentari del PD, quando si trovavano all’opposizione, giudicarono questo comportamento una grave violazione delle prerogative del Parlamento, arrivando addirittura a presentare un ricorso alla Consulta. Avevano ragione, la dialettica fra il Legislativo e l’Esecutivo in una democrazia sana va ben oltre la contrapposizione maggioranza-opposizione, ma i politici italiani applicano in modo ferreo e con caparbietà l’inversione del principio evangelico facendo agli altri ciò che non vorrebbero si facesse loro.

Al di là delle legittime perplessità sulle procedure la legge di bilancio è stata infine approvata nei tempi previsti dalle norme costituzionali, scongiurando lo spettro dell’esercizio provvisorio che, nella complessa fase in cui viviamo, sarebbe stato deleterio.

Nel merito la manovra è una grandine di bonus, c’è l’aumento del bonus per i mobili di casa ed elettrodomestici che viene portato fino a 16.000 euro, c’è il bonus idrico per rinnovare i sanitari e gli attrezzi da bagno, c’è l’agevolazione per acquistare auto elettriche ed ibride, per comprare bici e monopattini, non poteva mancare la proroga del cashback, il bonus verrà erogato ogni sei mesi.

Un solo bonus è un vero intervento di politica industriale, quello che riguarda il miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici ed il più essenziale miglioramento sismico. Questi bonus hanno l’obiettivo di rendere più sicure e meno inquinanti le nostre abitazioni. L’art. 119 del Decreto Rilancio ha determinato il valore del credito di imposta al 110%, un vero volano per il settore ed un beneficio patrimoniale per i cittadini. Nel nostro Paese la proprietà degli immobili è assai diffusa, riguarda più del 75% degli italiani, valorizzare gli edifici e ridurne in media i costi di gestione del 30% sarebbe un risultato più che auspicabile, bisogna considerare inoltre che ridurre i consumi del settore building di un terzo significherebbe contribuire in modo rilevante agli obiettivi di contenimento delle emissioni inquinanti. Si farà poco, il Governo ha impiegato più di sei mesi per produrre tutte le norme ed i regolamenti attuativi dell’ecobonus e fissa il termine per usufruire dell’agevolazione al 30/06/2022, chi avrà già realizzato più della metà dei lavori entro quella data, non avendoli però ancora conclusi, avrà tempo per terminare fino al 31/12/2022.  

Il Governo insomma ci invita a comprare auto ibride ma non ci dà il tempo di costruire le colonnine per ricaricarle sotto le nostre abitazioni.

Per il lavoro subordinato sono previsti incentivi alla stabilizzazione dei contratti a tempo determinato e sgravi contributivi per l’assunzione di giovani e donne. È stata prorogata la cassa integrazione guadagni Covid e confermato il blocco dei licenziamenti fino al 31 marzo.

Questa volta il Governo si è ricordato anche degli autonomi, viene instituito un fondo per l’esonero parziale del pagamento dei contributi previdenziali dovuti. Il provvedimento riguarda i lavoratori con un reddito inferiore ai 50.000 euro e che abbiano subito un calo del 33% del fatturato rispetto all’anno 2019. Sono esclusi dall’esonero i contributi INAIL.

Le imprese potranno beneficare di un’esemplificazione per accedere ai contributi della Sabatini e di altre semplificazioni fiscali, di sgravi per i settori più colpiti, ad esempio è prevista una riduzione sui tributi IMU e TARI per alberghi ed imprese turistiche. La legge inoltre dispone agevolazioni fiscali in alcune regioni del paese come incentivo alla crescita ed il dimezzamento della soglia di accesso al contratto di espansione.

Se non del tutto giusto quasi niente di sbagliato potremmo dire citando Fabrizio De André, peccato che le politiche industriali non siano pervenute, gli incentivi alla ricerca e all’innovazione siano timidi e si limitino solo alla decontribuzione non prevedendo investimenti diretti, certo potremo cambiare i sanitari del bagno perché lagnarsi? 

Questa legge di bilancio è lo specchio fedele del governo che la esprime, una compagine che vive alla giornata. Conte cita Aldo Moro ma è evidente che il suo riferimento ideologico è Andreotti; il governo ci propone un quotidiano tirare a campare per non tirare le cuoia, privo di qualsiasi visione che non sia rimanere saldamente al timone, operazione in cui dobbiamo riconoscergli una certa competenza, ma la nave è alla deriva.