La svolta liberale per l’Italia del futuro

Abbiamo intervistato Giulia Pantaleo, Segretario nazionale della Gioventù Liberale, per scoprirne la visione dell’Italia del futuro. Pertanto, in nome del dibattito pluralista che difendiamo e promuoviamo, riteniamo importante la conoscenza delle visioni di ogni fazione politica giovanile.

Segretario Pantaleo, come giudica la GLI l’andamento dell’attuale esecutivo nel corso di questa emergenza?

«È da premettere che lo scoppio dell’attuale emergenza avrebbe colto impreparato chiunque. Penso dunque che una scusante per certi errori possa trovarsi in tale giustificazione. Vi è però da dire che alcune scelte dell’esecutivo siano certamente incomprensibili: siamo in totale disaccordo con l’utilizzo di task forces che sostituiscono i politici; così come con alcuni provvedimenti illiberali  che pretendono di stabilire quali attività debbano ritenersi essenziali o meno. Inoltre troviamo ingiusto ed inadatto che lo stato assuma torni paternalistici per dirci quante persone possiamo ricevere nei nostri appartamenti privati. I cittadini vanno responsabilizzati e non repressi ed ostacolati».

Riterreste fattibile ed utile un governo di unità nazionale per affrontare l’emergenza in corso?

«Saremmo favorevoli ad un governo di unità nazionale, magari guidato da Mario Draghi.  Certo però tale soluzione è inattuabile se tra le forze politiche non si forma spirito comune di solidarietà, che potrebbe portare alla formazione di un esecutivo d’emergenza. Pertanto, è più probabile che si persegua la via di un rimpasto di governo in caso di crisi, data l’incompatibilità di alcuni partiti».

Il Recovery Fund è per vostra visione la vera panacea di tutti i mali del nostro paese oppure, data la tempistica e la creazione incerta, rischia di rivelarsi poco più che un bluff?

«Nessuna delle due. È necessaria una posizione più neutrale a riguardo. Arriveranno 209 miliardi di euro? Bene! Allora sfruttiamoli al meglio. Si tratta di un’occasione storica per rimodernare completamente un paese statico, immerso nella burocrazia di una pubblica amministrazione che pecca di tempi e modalità arcaiche. Cogliamo la sfida del Recovery per digitalizzare il paese, modernizzare sanità e grandi opere. Liberiamo i popoli europei dal mito dello Stato sovrano, e rendiamo l’Italia protagonista realmente nell’Unione. Tutte le crisi hanno prodotto poi boom economici, avverrà anche questa volta se sapremo cogliere i semi di opportunità derivanti da questa difficile situazione».

Il dibattito tra statalisti e liberisti ha occupato l’agorà televisiva e politica anche nel corso dell’emergenza. È possibile trovare un punto d’incontro tra le due visioni?

Da liberale classica ritengo personalmente che la visione che tramandiamo sia in ogni caso adatta e rappresentativa delle necessità dell’individuo. Sono infatti entusiasta del ritorno della visione liberalista in ogni tipo di dibattito. È possibile trovare un punto comune tra le due visioni: l’individuo deve sempre essere al centro del dibattito, ma un equilibrio è necessario trovarlo proprio per la prosperità e l’andamento dell’economia sui mercati. Dato che essa necessita di stabilità e non di contrapposizioni irrisolvibili. La nascita di nuove formazioni politiche di definizione liberale ma aperte anche a chi non lo è può essere una strada da percorrere positivamente.

Il bipolarismo tra USA e Cina è certamente la principale sfida del nostro tempo. Quale ruolo possiamo svolgere  come Italia in questa battaglia, e quali sono le conseguenze che rischiamo di subire?

La Cina è oggi un paese fondamentale per il commercio di tutto il mondo. Nonostante il coronavirus la sua ascesa non accenna a placarsi. Questo però non implica la nostra vicinanza agli USA, storico alleato e vera roccaforte dell’ideologia democratica e liberale. Sarà fondamentale per gli Stati Uniti riuscire ad arginare l’ascesa del dragone, al fine di salvaguardare il proprio primato mondiale anche sul piano commerciale, oltre all’essenza vera e propria di democrazia. Pertanto, osserveremo con curiosità gli effetti della nuova amministrazione USA anche sull’approccio al bipolarismo.

Quali sono le prossime sfide politiche per la GLI? Cosa vi aspettate dal futuro della scena politica italiana nei vostri riguardi?

Sin dal lontano 1946 il nostro presupposto politico è sempre stato quello di salvaguardare l’individuo. Non è sfida facile presentare certe idee ancora oggi nella scena politica nazionale, in particolare in certe zone d’Italia. Sarà fondamentale ancora in futuro avere a cuore la libertà, formare cittadini consapevoli. Non sono i limiti a crearli, ma la maturità che può imprimere proprio l’ideologia liberalista. Proposte concrete sono quella di legalizzare l’eutanasia, le droghe leggere, la prostituzione, oltre all’attuazione di una riforma del sistema carcerario. Non impediamo all’individuo di scegliere liberamente ciò che può fare della propria vita, nel momento in cui le sue scelte non recano danno alla collettività. Inoltre proponiamo una totale riforma della scuola, della sanità e dell’ambiente. La scuola deve tornare ad essere contenitore delle libertà da scoprire per i piccoli cittadini, in modo da renderli consapevoli per le sfide del nostro tempo. La sanità invece deve essere digitalizzata e rimodernata. Il giusto equilibrio tra sanità pubblica e privata è la chiave per tornare competitivi anche in tale campo con le altre nazioni. Inoltre, non tralasciamo l’importanza della tematica ambientale: riconvertiamo aziende inquinanti come l’ILVA al fine di ottenere posti di lavori più sicuri e numerosi, combattendo allo stesso modo il cambiamento climatico; riconvertiamo anche strumenti come il carbone ed i derivati fossili per modernizzare la nostra economia ambientale, promuovendo aziende ed industrie maggiormente consapevoli e moderne.

Tommaso Alessandro De Filippo