Palestre, teatri, centri scommesse: si deve ripartire il 16 gennaio

Un disastro economico. Questo ha combinato il governo giallorosso in risposta ad una emergenza sanitaria che presto deve diventare gestione dell’ordinario. Il governo in improvvisazione continua, secondo Confcommercio, ha fatto sparire quest’anno oltre 390mila aziende. Il tasso di mortalità rispetto al 2019 è quasi raddoppiato (dal 6,6% all’11,1%) e addirittura più che triplicato per i servizi di mercato (dal 5,7% al 17,3%).

Per questo bisogna riaprire subito. Rischia di slittare infatti la riapertura, prevista per il 15 gennaio, di palestre, piscine, cinema, teatri, centri scommesse. Il CTS ancora non riesce a elaborare strategie che tengano conto della tenuta economica del sistema. «Ventilare ulteriori chiusure di piscine e palestre è una ipotesi che deve essere immediatamente scongiurata. Questi impianti sono stati i primi ad adeguarsi alle norme anticovid ma sono stati ugualmente e inesorabilmente chiusi durante entrambe le ondate del virus». Lo dichiara il vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio e consigliere Lega, Giuseppe Emanuele Cangemi. «Il Governo e la Regione Lazio – prosegue – vadano oltre la chiusura sistematica di queste strutture, che dopo un anno di serrata forzata rischiano un inevitabile collasso. Le norme per il contrasto della diffusione del virus ci sono da mesi, la campagna vaccinale è partita: cosa altro serve per garantire a questo settore un barlume di ritorno alla normalità?».