Polonia. Il Comunismo fuori legge? Le proteste

Se, da un lato, il governo di estrema destra polacco inasprisce le già restrittive misure anti-aborto, provocando così manifestazioni di piazza, a Varsavia, con migliaia di persone che domenica 13 dicembre hanno sfilato, spontaneamente, accusando l’esecutivo di autoritarismo; dall’altro, sempre tale governo, tenta di dichiarare illegali le attività del Partito Comunista di Polonia (KPP).

Il governo presieduto da Andrzej Duda, atlantista e fautore della cooperazione fra i Paesi del Gruppo di Visegrad (Slovacchia, Repubblica Ceca, Ungheria e, naturalmente, Polonia), noti per il loro autoritarismo e anticomunismo, incassa dunque le proteste sia dei cittadini nel loro complesso, compresi agricoltori, imprenditori e donne, trasformandosi nel più grande movimento di protesta in Polonia degli ultimi decenni, che dei comunisti.

L’inasprimento della legge sull’aborto, non è che la goccia che sta facendo traboccare il vaso. Nonostante le proteste di domenica siano state dichiarate illegali – in quanto non autorizzate – e la polizia abbia tentato di usare gas lacrimogeni contro i manifestanti, queste non si sono placate.

A ciò si sommano le proteste da parte dei comunisti di Polonia, che, come in Slovacchia alcune settimane fa, rischiano di veder dichiarate illegali le loro attività.

Accusati – dal Ministro della Giustizia, Zbigniew Ziobro – di fomentare la rivoluzione anticapitalista e di inneggiare a un’idea considerata “totalitaria”. Peraltro con il beneplacito dell’Unione Europea, che ha ritenuto di equiparare il comunismo al nazifascismo, come da sempre richiesto dai partiti dell’estrema destra, spesso proprio di matrice neonazista, i quali, nell’Est europeo, avanzano indisturbati.

Il Ministro Ziobro vorrebbe, inoltre, introdurre una legge che criminalizzi ogni riferimento al ruolo della Polonia durante l’Olocausto, in modo da evitare qualsiasi criminalizzazione di quei nazisti polacchi che collaborarono con il regime hitleriano, i quali, peraltro, combatterono contro l’Unione Sovietica.

In Polonia, nel silenzio complice dell’UE, nuove forme di autoritarismo d’estrama destra avanzano, tanto quanto avanzano il numero dei poveri e dei poverissimi. Il 17,4% della popolazione vive sotto la soglia di povertà, il 4% vive addirittura in condizioni di estrema povertà.