L’Illuminismo tornato di moda

Il cancelliere tedesco Angela Merkel ha ricordato ad una deputata negazionista dell’estrema destra che contestava le misure restrittive, le prime che la Germania assume a livello nazionale dall’inizio dell’epidemia ad oggi e che hanno una data di scadenza il prossimo dieci gennaio, la lezione dell’Illuminismo. È grazie alla dottrina illuministica che siamo in grado di stabilire i presupposti scientifici per i quali capire se ci viene rivolta una minaccia o meno e sapervi reagire. Ora il più grande illuminista della storia tale da sistematizzare i presupposti filosofici, scientifici, religiosi e politici della dottrina, come l’Enciclopedia ed i suoi curatori nemmeno si sognavano di immaginare, fu un tedesco, Kant. È il pensiero di Kant la summa dell’illuminismo europeo esposto in un’impresa metodologica il cui rigore mantenuto per tre decenni avrebbe schiantato le capacità creative, non certo indifferenti del signor di Voltaire, dopo una sola settimana. Il problema è che questa straordinaria opera kantiana é stata spogliata dai suoi stessi curatori del titolo illuministico. Essi l’hanno chiamata “critica” e “precritica”, quando in verità è un’intera opera illuministica che culmina con la critica. Perché questa distinzione forzosa allora? Perché la critica del giudizio inverte la parabola dell’Illuminismo. Kant non era interessato ne a D’Alambert, ne ad Helvetius, meno che mai a Voltaire. Kant aveva solo interesse intellettuale per Rousseau che era tanto illuminista quanto anti illumunista. Di fatto non si sentiva soddisfatto della semplice ragione. Per cui tutti i principali discepoli di Kant da Fichte a Schopenhauer cercarono di muoversi sul terreno che il loro maestro non voleva dissodare così come appena quello aveva affermato che Dio non si poteva conoscere perché non ce n’era esperienza, ecco che subito sorse la cupa figura del dottor Jacobi che teorizzava l’esperienza di Dio, il teisofismo ed una scuola che sulla base di un presupposto scientifico, recuperava quello che Kant concepiva solo attraverso un sentimento individuale, l’idealismo. In pratica l’Illuminismo tedesco il principale di illuminismo europeo durò più o meno trent’anni anni, nel 1799 era già morto e non è mai più rinato. Che sia il capo di un governo a richiamarne l’attenzione e soprattutto il capo del principale governo europeo è sicuramente indice di un trionfo. C’è chi considera l’intera costruzione europea a cominciare degli accordi di Maastricht un effetto dell’Illuminismo. Il che però non è però una garanzia di successo. Intanto per la reazione che questo procurò nella stessa Germania. Poi perché di trovò contro politicamente l’Inghilterra. Infine aizzo’ centro se stesso tutte le forme regresse del vecchio continente. Per cui se le nostre azioni si sono fondate sull’Illuminismo, c’è da temere che siamo già molto prossimi al loro profondo sovvertimento.