Il buco nero del sistema politico italiano

La teoria quantistica della fisica moderna ci dice, tra l’altro, che i buchi neri sono oggetti che gravitano nel sistema solare; ed esercitano un’attrazione gravitazionale estremamente elevata, per cui nulla riesce a sfuggire alla loro (dei buchi neri) azione di assorbimento e metabolizzazione; anche se trattasi di onde elettromagnetiche, o di luce. Avendolo osservato attentamente, è indubbio che possiamo tranquillamente affermare che la versione attuale del sistema politico italiano può essere sicuramente annoverata nella specie dei buchi neri gravitanti nel sistema territoriale nazionale. Ed in quanto buco nero, il sistema politico italiano cerca di esercitare, con sempre incalzante consistenza, la sua nefasta attrazione gravitazionale sia nei confronti del premier Conte, che verso il M5S, cercando di erodere sistematicamente quella che avrebbe dovuto essere la loro caratura e specificità politica: risanare, rinnovare, riformare, ammodernare il nostro sistema paese. Questo, originariamente, sembrava dover essere l’obiettivo e l’impegno operativo alla base della loro rispettiva genesi politica. Ma siccome generalmente la cattiva politica scaccia la buona politica, ecco che oggi sia il premier che il M5S sembrano “impantanati” in una palude politica che sta via via sempre più depauperando e paralizzando l’azione operativa e prospettica del governo. L’azione fuorviante e mistificatoria di due partiti di opposizione sul MES (ieri sanitario ed oggi anche bancario) alimenta, condiziona e sollecita la parte politica dal pensiero europeo debole ed erroneo del movimento grillino ad innescare una insulsa e pericolosa polemica nei confronti di soluzioni tecnico-programmatiche comunitarie auspicate e sostenute dalla totalità degli altri paesi della UE; ingenerando così una inutile e perniciosa tensione nei rapporti interni al movimento, con l’effetto di rendere opaca agli occhi dei governanti europei l’immagine complessiva del M5S. E ciò avviene nel momento in cui l’azione dell’UE sta assumendo sempre più e più marcati connotati di solidarietà sociale, economica, e finanziaria; consentendo all’Italia di attingere in termini NETTAMENTE SUPERIORI alle proprie quote di competenza alle risorse rese disponibili dagli ultimi deliberati comunitari, quali Qe, PEEP, SURE, Fondi Bei; e da ultimo (ma di particolare e straordinaria efficacia) Next Generation Eu. Con riferimento a quest’ultimo programma di interventi, che dovrebbe chiaramente rappresentare il fulcro ed “il core” dell’impegno e dell’azione di governo in quest’ultimo periodo di legislatura sino alla scadenza naturale, si potrebbe constatare che il premier Conte, pur avendo intuito e percepito la rilevanza e la complessità connesse al progetto, forse non ha colto compiutamente tutti gli aspetti culturali, politici ed umani collegati alla gestione e all’attuazione dello straordinario impegno programmatico a cui è atteso il governo. Si è quindi trovato impegolato ed impantanato nella rete e nelle trame della cattiva politica italiana. Di certo egli ha capito che un paese che da 20 anni non riesce a gestire ed impiegare i fondi (certamente di portata limitata se paragonati alle possibili prossime disponibilità) regionali europei, non si dimostra in grado di portare a compimento nei tempi e nei costi programmati interventi di portata sicuramente straordinaria (forse aveva memoria del MOSE, dell’EXPO 2015, della ristrutturazione dell’autostrada SA – RC, degli interventi di Italia 90), ma di caratura e di rilevanza strategica certamente non paragonabili all’impegno per il Next Generation Eu, non poteva affrontare la sfida vitale per il futuro dell’Italia affidandosi alle strutture ed ai modelli operativi e funzionali convenzionali ed in uso. Il modello utilizzato per la ricostruzione del ponte di Genova aveva aperto possibile nuova prospettiva di efficace di intervento. Purtroppo per lui non aveva sufficientemente valutato il pericolo incombente nelle imboscate che si sarebbero concretizzati ad opera della vecchia politica e della obsoleta, inadeguata e farraginosa burocrazia nazionale. Non si è cercato di costruire modelli e percorsi virtuosi e funzionali all’impegno unico e straordinari rappresentato dall’ambizioso progetto europeo; ciò consente alla vecchia politica di continuare ad esplicare la sua azione negativa nel paese.