Disabilità e smart working

«La crisi generale che stiamo vivendo, provocata dalla diffusione del COVID 19, ha investito profondamente il nostro paese, anche il mondo del lavoro e le sue componenti più fragili, in particolare le persone con disabilità, che costretti improvvisamente a lavorare da casa, si sono trovate ad affrontare molti cambiamenti e, in alcuni casi, alcune limitazioni». Così in una nota Giuseppe Lo Magno, Disability Manager P.R.I. Sicilia.

«I datori di lavoro si sono trovati a dover avviare un percorso strategico per dare una risposta rapida alle nuove esigenze createsi con la diffusione dello Smart Working. Per la partecipazione e inclusione delle persone con disabilità attraverso l’utilizzo di tecnologie, supporti e strumenti digitali e metodologie correlate, il datore di lavoro purtroppo, non ha proposto un percorso di approccio multidisciplinare al tema dello Smart Working specifico per i suoi dipendenti con disabilità, in modo da creare condizioni di pari opportunità e consentire l’esercizio del diritto di un lavoro “agile” da parte di tutti, non è stato affrontato neanche il tema fondamentale dell’accessibilità e della fruibilità di siti, intranet aziendali e procedure di lavoro, e quello delle tecnologie assistive o dei possibili adattamenti ragionevoli necessari a supportare questo rinnovato modo di lavorare. È necessario che il datore di lavoro pubblico o privato attivi subito dei corsi di formazione specifici per i suoi lavoratori con disabilità nelle varie modalità online accessibili svolti da formatori competenti nel settore degli ausili informatici per valorizzare lo Smart Working quale leva strategica non soltanto per promuovere la continuità lavorativa ma anche il benessere e la qualità della vita dei lavoratori diversamente abili, che se adeguatamente formati, potranno svolgere la loro mansione lavorativa da casa in modalità agile alla pari dei loro colleghi normodotati. È fondamentale inoltre promuovere costantemente l’innovazione tecnologica e organizzativa “inclusiva” delle imprese e delle pubbliche amministrazioni del paese, in modo da non trovarci impreparati in futuro alle varie nuove emergenze, facendo attenzione che le nuove tecnologie digitali non escludano nessuno come purtroppo spesso succede».