Addio a Romano Sciarretta, bomber-avvocato con la Massoneria e il PRI nel cuore

Ci ha lasciato Romano Sciarretta, repubblicano, avvocato, vera istituzione del Foro di Terni.  Campione e massone. Molti conoscono Romano Sciarretta, nato a Lanciano (Chieti) il 13 aprile 1940, come un Fratello di grande sensibilità e umanità. Pochi invece sanno che è stato anche un campione di calcio. Centrovanti con il fiuto della sfida degli undici metri, fu acquistato nel 1958 dal Lanciano e fa parte della rosa della Lazio nella stagione 1958/59. Con i biancocelesti allenati da Fulvo Bernardini, vince la Coppa Italia contro la Fiorentina, grazie a una rete storica di Maurilio Prini. L’anno successivo viene ceduto all’Avellino, gioca in serie C, dove rimane per due stagioni totalizzando 22 presenze e 4 reti. Dopo due campionati all’Ortona e un anno nel Campobasso, nel 1964/65 passa alla Ternana, in serie C, dove gioca per cinque stagioni (116 presenze e 34 reti). Al terzo anno trascina la squadra alla vittoria e la Ternana guadagna sul campo la possibilità di disputare il campionato cadetto. In tutti questi anni, Sciarretta – il campione con gli occhi chiari e il sorriso sopra la maglia– è sempre tra i migliori realizzatori. Laureato in Giurisprudenza, dopo un momento di frizione con la società, inizia la carriera professionale scendendo in campo stavolta nelle aule di giustizia e facendosi valere come avvocato. Da allora sono passati 42 anni. Entra in Massoneria nell’aprile 1974. Poche settimane dopo, il 12 maggio, la Lazio di Chinaglia, di Maestrelli e di Re Cecconi vince lo scudetto. Con il cuore Romano è lì, a correre sul prato verde come aveva fatto sempre. Applaude quell’undici straordinario, i suoi amici ‘banditi e campioni’ che all’Olimpico, con un rigore di Giorgio Chinaglia gonfiano la rete del Foggia e si laureano campioni d’Italia. Nel Grande Oriente d’Italia, è stato Maestro Venerabile della Loggia ‘Tacito 740’ all’Oriente di Terni e per sei anni Giudice della Corte Centrale.