Gaetano Sacchi. Ricordarne uno per ricordarli tutti

Il 6 dicembre 1824, a Pavia, nasce Gaetano Sacchi. Appartenente ad una famiglia facoltosa, amico dei Cairoli, nel 1842 a causa di rovesci economici familiari lascia gli studi e si imbarca nella Marina mercantile. L’anno successivo si arruola nella Legione italiana di Garibaldi, raggiungendo il grado di capitano, partecipa alla difesa di Montevideo ed alla battaglia di San Antonio del Salto, nella quale rimane gravemente ferito. Sposato con una uruguaiana, che è al suo fianco anche durante le vicende militari, nel 1848 segue Garibaldi in Italia, si reca a Pavia, dove si occupa dell’organizzazione dei volontari locali, poi è tra i difensori della Repubblica Romana e partecipa alle battaglie di Palestrina e di Velletri e alla difesa del Gianicolo, guadagnando i gradi di colonnello ed il comando della seconda Legione dei Volontari. Tornato a Pavia, si guadagna da vivere lavorando come pilota di vaporetti nella tratta del Po fra Pavia e Mantova. Entrato in contatto con i mazziniani pavesi, viene indagato per aver diffuso libri proibiti e per i suoi rapporti con i gruppi antiaustriaci per cui è costretto a riparare in Piemonte. Coinvolto nel fallito moto mazziniano milanese del 1853, emigra a Zurigo poi torna con la famiglia in Uruguay. Rientrato in Italia nel 1856, si stabilisce a Genova dove trova lavoro presso una casa di commercio. Maggiore del 2° reggimento dei Cacciatori delle Alpi durante la guerra del 1859, successivamente segue Garibaldi in Emilia, dove organizza e comanda il 4° reggimento di linea dell’esercito della Lega dell’Italia centrale. Transitato nell’esercito piemontese, viene assegnato al comando del 46° reggimento della brigata “Reggio” %, dimettendosi per guidare una spedizione di volontari con i quali raggiunge Garibaldi a Palermo, partecipando alle operazioni nel meridione d’Italia come maggiore generale e comandante della IV brigata della divisione Türr. Membro della Commissione di scrutinio incaricata di valutare i requisiti degli ufficiali garibaldini per la loro eventuale immissione nell’esercito regolare, maggiore generale dell’esercito italiano dal 1862, partecipa alla Terza Guerra d’Indipendenza. Comandante della divisione militare di Catanzaro si trova coinvolto nella lotta contro il brigantaggio in Calabria. Tenente Generale dal 1870, nominato senatore nel 1876, muore a Roma il 25 febbraio 1886.