Conte e Speranza registi alla Stanislavskij

Con grande lucidità e tensione morale repubblicana, l’analisi di Enrico Cisnetto mette a nudo l’incapacità e le contraddizioni del governo e la inconsistenza dell’opposizione. Manca una visione di paese, una piena assunzione di responsabilità verso le vere emergenze del paese. C’è in atto una voglia di ordine, di rinuncia alle libertà civili ed individuali che apre voragini di totalitarismo. Conte si bea, in interviste in cui parla della sua fidanzata, in cui ha assunto pieni poteri come Mussolini e non sembra intenzionato a mollarli.
Che dobbiamo fare di fronte a uno che ha già bruciato Colao, gli Stati Generali, delegittimato Parlamento, Sindacati, Confindustria, abolito le festività, i sentimenti, uno che si autoassolve, che afferma, dopo aver chiuso in casa gli italiani, e confinati in recinti comunali, che ha chiaro di essere in uno stato liberal-democratico? o è pazzo o va spernacchiato insieme a chi lo sostiene. Uno che secreta i dati del Cts, che nasconde le inefficienze e le divisioni rinviando continuamente le scelte. Uno che chiede alle opposizioni di votare gli adeguamenti di bilancio e poi li esclude dalle scelte sui fondi europei e sul Mes. Uno che manda, come il regista Stanislavskij, mediocri virologi a recitar la parte dei sapienti narratori di sventure e questi si immedesimano talmente nella parte da non poter più rinunciare a fare la passerelle nei media.

Attori da strapazzo, inconsapevoli scaricabarile su cui Conte punterà per assegnare colpe. Uno che avendo per l’art. 117 della costituzione competenza unica nella profilassi della pandemia scaricherà sulle Regioni la responsabilità delle scelte non prese dallo stato. Conte e Speranza due che fanno a gara a chi è più menagramo, il primo che afferma sempre al gerundio e l’altro che dopo aver scritto un libro per celebrare la sua bravura nello sconfiggere la pandemia ha dovuto ritirarlo e fa il boia della dignità umana e delle libertà fondamentali. Nulla in confronto a Boccia che ha proposto e imposto di spostare la nascita di Cristo, per coprifuoco. Questi ducetti del nulla vanno smascherato prima che sia troppo tardi.