Elezioni in Venezuela. Una petizione: l’UE rispetti il verdetto

Domenica 6 dicembre 2020 si terranno, in Venezuela, le elezioni per il rinnovo dell’Assemblea nazionale.
107 i partiti in lizza, fra cui l’attuale partito di governo, il Partito Socialista Unito del Venezuela, di ispirazione bolivariana e nazionalista di sinistra; Primero Justicia, partito di area centrista; Azione Democratica, partito di centrosinistra socialdemocratico e il Partito Comunista del Venezuela.
14.400 i candidati in corsa, per conquistare 277 seggi parlamentari.
Nonostante i ripetuti appelli al dialogo da parte del governo venezuelano, presieduto dal socialista Nicolas Maduro, l’Unione Europea, in linea con le politiche dell’ex Presidente degli USA, Donald Trump, ha sempre rifiutato di riconoscere il governo legittimamente eletto in Venezuela, preferendo riconoscere un ex deputato, Juan Guaidò, mai eletto alla carica presidenziale, anche perché mai candidato a tale carica.
L’UE, in tal senso, ha persino respinto l’invito, da parte del Venezuela, di inviare osservatori in qualità di garanti del buon svolgimento elettorale.
Nei giorni scorsi, è stata presentata una petizione, sottoscritta al momento da oltre 3.500 persone e personalità, proprio chiedendo all’UE di rispettare il verdetto che uscirà dalle urne il 6 dicembre, rispettando così la sovranità e volontà popolare dei venezuelani, senza pretendere un “cambio di regime”, come invece chiederebbero gli USA.
Fra i firmatari della petizione, il cofondatore dei Pink Floyd e attivista per i diritti civili e umani, Roger Waters; il Premio Nobel per la Pace, Adolfo Perez Esquivel; l’ex Presidente dell’Ecuador, Rafael Correa; il deputato francese e dirigente de La France Insoumise, Jean-Luc Mélenchon; la deputata del Partito del Lavoro brasiliano, Gleisi Hoffman; il giornalista e scrittore Ignacio Ramonet; la deputata portoghese al Parlamento Europeo, Sandra Pereira e l’ex relatore speciale del Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU, Alfred De Zayas.
«Se l’Unione Europea vuole davvero essere ciò che afferma, un vettore di pace in un mondo turbolento, non deve sostenere la via della violenza e degli scontri in Venezuela», affermano i firmatari della petizione.