Un sistema politico schizofrenico

In queste ultime settimane il sistema politico italiano sembra essere pervaso da una schizofrenia acuta, che sta creando seri problemi all’Italia nei rapporti comunitari, e nei dialoghi politici con le cancellerie europee. Due questioni in particolare, di portata squisitamente federale, stanno fuorviando il confronto politico interno, ed inquinando il percorso in atto per portare al positivo approdo il progetto Next Generation Eu. Si tratta dei temi del debito sovrano connesso con la pandemia del coronavirus ( due autorità politiche italiane quali il presidente Sassoli, ed il sottosegretario alla presidenza del consiglio Fraccaro ne hanno sollecitato inopinatamente la cancellazione); e della revisione generale del MES (questione diversa dal MES sanitario), in discussione a Bruxelles e che dovrebbe essere approvata nella prossima riunione del consiglio europeo dell’8 dicembre. Al momento su questa questione pende la volontà espressa dal governo italiano di porre il veto all’approvazione delle modifiche, senza motivare efficacemente l’incauta e negativa eventuale decisione. Nel contempo, con un comportamento chiaramente schizofrenico, siamo il paese in prima linea nel criticare, stigmatizzare, e condannare (giustamente) il comportamento di Polonia ed Ungheria che, con altrettanta arroganza, minacciano il veto sul bilancio pluriennale e sul Next Generation Eu. L’aggiornamento da introdurre al MES trova ampia ed oggettiva giustificazione nell’obiettivo di consentire di poter arrivare al completamento dell’unione bancaria, ed alla costruzione di un mercato europeo dei capitali. Sono entrambe le innovazioni elementi estremamente necessarie per tutti gli Stati, ed in modo particolare per il nostro paese, perché introducono, rispettivamente, un nuovo ombrello protettivo per i risparmiatori eventualmente coinvolti da crisi bancarie; ed aprono nuove prospettive per poter rafforzare il patrimonio delle piccole e medie imprese, asse portante del sistema produttivo italiano. Il veto minacciato appare del tutto incomprensibile perché finisce per penalizzare quei paesi che stanno sollecitando l’introduzione di questi cambiamenti, e non accettano che un grande paese come l’Italia possa mettere in atto questi comportamenti a dir poco incauti. Mentre nel contempo usufruisce di particolari e consistenti benefici derivanti dalla messa in atto dei nuovi provvedimenti finanziari comunitari. Parimenti preoccupanti appaiono le incaute ed improvvide dichiarazioni dei 2 uomini politici circa la cancellazione del debito pandemico, perché ripropongono la negativa, dannosa, e stereotipata immagine dell’Italia che fa debiti e nel contempo cerca scorciatoie per venirne fuori. E tutto ciò mentre si sta registrando il comportamento particolarmente benevolo della BCE, che utilizzando al massimo le clausole della flessibilità per l’intervento sui titoli del debito sovrano, sta mettendo in atto acquisti di nostri Btp in misura alquanto superiore alla quota di spettanza dell’Italia. Alla fine dell’ottobre 2020 la Banca d’Italia (per conto della BCE) ha già effettuato acquisti di titoli per oltre 140 MLD di euro, ed arriverebbe alla chiusura dell’anno 2020 all’importo complessivo di 170 MLD di euro (10 punti di PIL nazionale). La cancellazione del debito quindi comporterebbe un beneficio finanziario per l’Italia superiore al suo peso economico nell’ambito dell’UE; e quindi a detrimento degli altri paesi, che non si capirebbe perché dovrebbero accettarla; e ciò anche indipendentemente dell’ostacolo e del vincolo giuridico dei trattati vigenti. Ben diversa è invece, e certamente percorribile, la soluzione ( prospettata in un mio scritto precedente) della proroga fino al 2030 dell’opzione di reinvestimento delle somme annualmente ammortizzate per scadenza del debito, in quanto lascerebbe inalterata ogni prospettiva del debito sovrano. La sola conclusione alla quale si può pervenire, in presenza di questi comportamenti schizofrenici della politica italiana, non può che essere drastica: o siamo in presenza o di comportamenti messi in atto da incompetenti, o di sotterfugi e marchingegni pensati “da furbetti del quartierino”, che ritengono di poter incautamente mettere a rischio la credibilità dell’Italia, proprio nel momento in cui il paese deve poter contare sul forte ed efficace sostegno che l’unione europea sta al momento mettendo in atto.