«Un’economia a misura d’uomo»

«È tempo di osare». Papa Francesco la sintetizza così. E non è un messaggio solo ai cattolici quello di ieri per il The Economy of Francesco, ma per tutti gli uomini, laici, credenti, giovani e no, economisti e no. È il ‘patto di Assisi’ per far sì che, dopo l’emergenza, tutto non resti come lo avevamo lasciato. Ai giovani Bergoglio ha detto che non è accettabile che restino fuori dai luoghi dove si crea il presente e il futuro. «Cari giovani economisti, imprenditori, lavoratori e dirigenti d’azienda, è tempo di osare il rischio di favorire e stimolare modelli di sviluppo, di progresso e di sostenibilità». Un mondo dove “gli esclusi diventino protagonisti”.

Ha spronato quindi i ragazzi a non dimenticare di essere “molto di più di un rumore che si può narcotizzare”. Ha ricordato loro l’ “urgenza” di “far crescere e sostenere gruppi dirigenti capaci di avviare processi e allargare orizzonti”. Perché per cambiare il mondo, cambiarlo davvero, non servono i “palliativi nel terzo settore”, né i “modelli filantropici”: contro le ingiustizie occorrono invece politiche istituzionali diverse. E la fine di quei “sistemi creditizi che, ben lungi dal promuovere il progresso, sottomettono le popolazioni a meccanismi di maggiore povertà”.

Sulla questione, a cui avevamo già dedicato un convegno, abbiamo intervistato Michele Polini, segretario dell’unione romana del PRI.

Ascolta l’intervista