L’Immunità di Vladimir Putin

È passata alla Duma di Stato, ovvero il Parlamento russo – in prima lettura – la legge “sulle garanzie al Presidente della Federazione Russa per esercitare i suoi poteri e ai membri della sua famiglia”.

Attraverso tale legge, in sostanza, il Presidente Vladimir Putin, una volta in pensione, godrà della piena immunità e così tutti i componenti della sua famiglia.

In questo modo Putin non potrà mai essere chiamato a rispondere di eventuali responsabilità penali o amministrative, né essere perquisito, interrogato o arrestato.

Oltre a ciò, tutte le sue proprietà mobili e immobili saranno ritenute inviolabili.

Dopo essersi incoronato recentemente Presidente a vita (attraverso una legge che gli consentirà la rielezione sino al 2036), ecco che Putin sarà inviolabile anche a partire dal momento in cui si dimetterà da tale carica.

Tale legge è stata votata sia dal partito liberale di governo Russia Unita che dal nazional-centrista Partito LiberalDemocratico e dai socialdemocratici di Russia Giusta. Unico ad opporsi strenuamente, alla Duma, contro tale abuso normativo, il Partito Comunista della Federazione Russa.

Il deputato comunista Denis Parfyonov ha così dichiarato, fra le altre cose: «Dopo essersi ritirato, il nostro Presidente diventerà praticamente invulnerabile a qualsiasi indagine».

Tale legge è estesa anche all’ex Presidente Dmitry Medvedev, braccio destro di Putin, il quale è oggetto di diverse indagini anticorruzione, ma, proprio in virtù di tale normativa, sarà sollevato da ogni indagine e minaccia giudiziaria.

Vero è che, prima dell’entrata in vigore della legge sull’immunità occorreranno altri due passaggi, ovvero l’approvazione del Consiglio Federale e la firma del Presidente Putin, ma questi appaiono ormai solamente atti formali.

Intanto il partito nazionalbolscevico “L’Altra Russia di Eduard Limonov”, al quale non è mai stato consentito presentarsi alle elezioni, denuncia – sul suo sito web – altri due progetti di legge, per inasprire, in questo caso, le regole per lo svolgimento delle manifestazioni pubbliche.

Fra questi il pretesto delle normative anti-Covid e i nuovi rischi alla sicurezza, oltre che l’obbligo da parte dei manifestanti di dichiarare la provenienza dei fondi raccolti per organizzare la manifestazione.

Considerando che, spesso, molte manifestazioni sono a costo zero o avvengono con pochi spiccioli per manifesti o megafoni sgangherati, gli esponenti dell’Altra Russia, denunciano che per molti manifestanti spontanei sarebbe impossibile dimostrare la provenienza di tale danaro o, comunque, sarebbe loro impossibile dichiarare che la manifestazione avviene a costo zero. Oltre a ciò, sarebbe vietato a ONG o donatori stranieri o anomini di finanziare manifestazioni antigovernative e anche a russi di età inferiore a 16 anni (e diversi degli attivisti di Altra Russia sono spesso minorenni, secondo la legge russa vigente).

Già recentemente, attivisti de “L’Altra Russia di Eduard Limonov”, sono stati arrestati e successivamente rilasciati, solo in quanto distribuivano, in solitaria e con tanto di mascherina anti-Covid, ovvero nel pieno rispetto delle normative di sicurezza, il loro giornale politico “Mobilitazione Totale”. Agli attivisti rilasciati sono comunque stati sequestrati bandiera del partito e giornali. Senza alcuna formale motivazione.