La prima pandemia chiamata Friedrich

Come una qualsiasi pandemia anche il pensiero di Nietzsche venne limitato in zone gialle, arancio, rosse e quello lo stesso debordava da tutte le parti.
La zona gialla la istituì la vecchia scuola hegeliana con Loewith. In verità anche Nietzsche sarebbe stato un filosofo sistematico, l’aforisma sistematico, con una unità tematica dominante, non fosse che essa era ambigua e oscillante fra il pieno essere e il nulla. Insomma Nietzsche sarebbe stata la rivincita di Hegel su Schopenhauer e tanti saluti. Questa esegesi circolo’ appena nelle università e senza particolare successo.
La zona arancio la istituì Heidegger nelle sue lezioni del 33, per le quali si Nietzsche aveva una unità tematica ma non razionale, essa era data dall’opera d’arte, forma suprema dell’individuo umano, la radura in cui accogliere gli dei. Al di là della valutazione esegetica, tale tesi era utile ad incuriosire Hitler, Hitler si definiva un artista, che vide in Nietzsche più di Mussolini, il suo profeta.
La zona rossa fu davvero terribile e la si dovette a Giorgy Lukács, il quale pose Nietzsche al vertice di una piramide iniziata da Schelling, di distruzione della ragione che non poteva che tradursi politicamente nel fascismo.
Questa versione fu felicissima al punto che Thomas Mann, imbevuto di Nietzsche fino al midollo e dovendosi fare perdonare il nazionalismo che Nietzsche non aveva, disse in una conferenza che quello era offuscato dalla malattia. Bisognava distanziarsene. Da quel momento Mann si mise a scrivere sciocchezze come il Felix Krull.
Ora un mio compagno di studi più acuto di me diceva che per capire Nietzsche occorreva aver studiato Aristotele dieci anni. Io che l’ho studiato Aristotele appena tre ho solo capito che Nietzsche era un grande moralista il cui rigore logico lo ha condotto alla follia insieme ad un certo fastidio per la vita reale. Già mezzo cieco girava per le vie di Torino con un paio di occhiali scuri nei giorni di nebbia per non vedere che forme confuse.
Sulla follia bisogna invece essere cauti. Anche Hölderlin divenne matto e così finalmente convinto di essersi avvicinato alla luce.