In ricordo di Biagio Caranti

Il 18 novembre 1839, Sezzè (AL), nasce Biagio Caranti. Studente della facoltà di giurisprudenza dell’Università di Torino, nel 1856 conosce il Marchese Giorgio Pallavicino grazie al quale stringe rapporti con Garibaldi, La Farina e altri propugnatori dell’indipendenza Italiana. Nel 1858 abbandona gli studi e s’iscrive alla Società Nazionale, di cui diventa uno dei Segretari impegnandosi nella raccolta di fondi in sostegno delle imprese garibaldine. Addetto presso il Ministero degli interni con Rattazzi e Cavour, nel 1860 raggiunge Garibaldi in Sicilia entrando nello Stato Maggiore del Generale Stefano Turr. Segretario della prodittatura a Napoli, incarico in cui opera in favore del plebiscito, poi reggente degli Affari Esteri, nel 1862 entra nella amministrazione statale e viene inviato a Palermo come segretario di Prefettura. Successivamente Capo Divisione presso il Ministero dell’Agricoltura, Industria e Commercio, nel corso della guerra del 1866 organizza, senza prendere parte attiva, una spedizione garibaldina comandata dal Turr nella penisola balcanica e si reca a Belgrado, Bucarest, Costantinopoli e Berlino nel tentativo di convincere i relativi governi ad assumere una comune azione ostile contro l’Austria. Promotore dell’istituzione della scuola forestale universitaria a Valleombrosa, nel 1869, dopo la mancata nomina a segretario generale del Ministero, entra nel Consiglio del Banco di Sconto e di Sete di Torino, spostando i suoi interessi verso il mondo bancario e finanziario. Consigliere comunale a Torino dal 1874, dopo una breve esperienza da Deputato della destra, nel 1877 passa alla Banca Tiberina a Roma, di cui diventa membro del consiglio di Amministrazione e Amministratore Delegato fino alla crisi finanziaria e liquidazione nel 1891. Muore a Roma il 27 marzo 1891.