Come manipolare Nietzsche per un secolo e oltre

Innanzitutto bisogna prendere una sorella antisemita al di sotto di un certo livello culturale e bisognosa di soldi. Questa era Elisabeth Nietzsche che messe le mani sui frammenti del fratello ne fece un uso a dir poco spregiudicato dandogli un titolo utile ad interessare i dittatori dell’ epoca. Poi bisogna ignorare la lingua tedesca. Ad esempio la parola umwertung non si capisce perché da noi si traduce trasvalutazione. Umwertung in tedesco significa semplicemente cambiamento. Ad essere esatti Nietzsche non era un filosofo, era un filologo. Per cui sapeva perfettamente che um significa intorno e wertung viene da verter, versare. Il suo umwertung aller werte voleva significare nel caso migliore rovesciamento dei valori. Ma sempre chi conosce la lingua tedesca sa del suo significato duale per cui wertung um significherebbe posizionamento. Insomma mettetela come vi pare il termine trasvalutazione, così fascinoso e di richiamo usato dall’Italia fascista, Nietzsche non sapeva nemmeno che volesse dire. Infine due cosette semplici semplici. Nietzsche era nato in Germania da famiglia polacca. Il padre pastore è canonizzato da Guglielmo secondo è una specie di prete di corte. Ma resta un polacco. Nietzsche che dalla Germania scappa appena può viene scambiato ovunque vada per polacco. A Torino dove vive i suoi ultimi anni di coscienza nella casa di un edicolante di Corso Alberto viene chiamato da tutti il professore polacco. Non ha mai corretto nessuno. Nessuno si è mai sentito dire, guardi io sono tedesco. Heine amava la Germania. Goethe amava la Germania. Fichte amava la Germania Nietzsche no. È un completo estraneo. Nietzsche è filosemita. Perché anche se prende in giro volentieri i ricchi ebrei, ritiene gli ebrei indispensabili all’assimilazione di un nuovo popolo europeo. Gli ebrei rappresentano infatti l’antidoto alla popolazione cristiana ed ecco cosa odia Nietzsche veramente, il cristianesimo. Nietzsche non è Zarathustra, una caricatura. Nietzsche è l’Anticristo. Ma il fatto solo che egli pensi all’assimilazione ebraica per uscire dalla religione cristiana indica che un simile percorso potrebbe anche richiedere altri mille anni. Egli non è il profeta del futuro è un profeta del passato quando non esistevano religione rivelate. Nietzsche è un pensatore inattuale. Ama gli studi classici. Non i latini solo i greci e già Platone gli pare troppo moderno. Lui cerca la parola degli dei greci Apollo, Dioniso e può arrivare a meditare quella del fauno. Per cui egli detesta la democrazia, il socialismo come il militarismo. Tutte le manifestazioni della società Guglielmina lo ripugnano. Se vogliamo trovare un simile di Nietzsche dobbiamo tornare a Rousseau, non fosse che Rousseau era profondamente sano quanto Nietzsche malato. Entrambi erano appassionati davvero solo alla musica. A nessuno dei due interessa la politica la società la scuola. Appena possono vanno a concerti. Rousseau amava se stesso Nietzsche ama Wagner. E tanto doveva essere geniale Nietzsche che Wagner gli apre le porte di casa. E questo fino a quando Wagner rinuncia agli ideali rivoluzionari della giovinezza e si converte. A quel punto Nietzsche rompe con lui. Deve essere stata la cosa più dolorosa dell’esistenza di Nietzsche, questa sì una autentica trasvalutazione. Scrivere ad esempio che andava ad ascoltare Bizet e quella musica per lavandaie la preferisse a quella di Wagner.