Tra Scilla e Cariddi

Il dibattito pubblico italiano tocca sempre vette inarrivabili, chi non si è commosso leggendo la deliziosa risposta del Presidente del Consiglio al bimbetto di cinque anni che si premurava per la salute dell’anziano Babbo Natale, un enfant prodige che scrive come un adulto Responsabile della Comunicazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ogni riferimento a persone esistenti o a fatti reali non è puramente casuale. Il tentativo di mutare l’immagine dell’avvocato degli italiani in quella di papà di tutti i fanciulli della Penisola si è però infranto miseramente, molti autorevoli opinionisti e commentatori hanno, sapientemente e con una certa irriverenza, cucito addosso al Presidente l’indesiderato abito dell’arcigno Ebenezer Scrooge la cui intenzione sarebbe privarci delle gioie del Natale intimandoci, probabilmente con l’ennesima raccomandazione per decreto, di non essere più di tre in casa durante le feste di fine anno.

Credo siano sostenitori devoti di questo governo, con tutti i gravissimi problemi che affliggono la nazione polemizzare sul cenone di natale non può che suscitare un’istantanea e piena solidarietà verso Conte o quanto meno umana simpatia.

In attesa che gli spirti del natale vadano ad inquietare la santa notte del presidente sarebbe più costruttivo concentrare l’attenzione di tutti sulle questioni più stringenti.

L’esecutivo sta cercando di contenere i danni all’economia mettendo in campo politiche anticongiunturali: la proroga del blocco dei licenziamenti fino al 31 marzo 2021, decontribuzione delle nuove assunzioni al sud fino al 2029, la bozza di legge di bilancio, che verrà discussa quest’oggi in CdM, prevede un decalage della misura negli anni, è, inoltre, prevista una proroga dei contratti a tempo determinato senza causali fino a fine marzo. Sarà necessario un nuovo scostamento di bilancio, il fabbisogno verrà definito questa settimana. Per chi fosse preoccupato è bene precisare che dovrebbe anche essere riconfermato il bonus mobilità del ministero dell’ambiente, il cosiddetto bonus biciclette, il governo mostra di avere una certa visione con il prodotto interno lordo che crolla del 12,8% e previsioni funeste per la crescita del prossimo anno è meglio premunirsi e compare una bici, potremmo non poterci più permettere di usare l’auto.

Se non si rischiasse di cadere in un humor di dubbio gusto si potrebbe dire che il governo continua con le misure tampone. Il blocco dei licenziamenti è necessario ma se non ci si decide a mettere in atto misure di politica industriale non si fa altro che rinviare l’inevitabile. La decontribuzione sulle nuove assunzioni non è risolutiva, occorre creare le condizioni affinché si formi la domanda di lavoro e questo non si ottiene agendo solo sulla leva fiscale, per di più la scelta di un criterio territoriale è errata. Sarebbe stato preferibile decidere di investire su alcuni settori ritenuti strategici intervenendo sul cuneo fiscale di tutti i lavoratori, non solo riguardo i neoassunti, ed estendere, in alcune aree territoriali, i benefici ad altri settori. Lo sviluppo del mezzogiorno si attiva progettando una strategia di crescita, lì, come al nord e al centro, vi sono risorse economiche, cultura, competenze che devono essere valorizzate, uscendo da una logica assistenziale a finalità elettorali o dobbiamo pensare che questo provvedimento sia figlio del fatto che il M5S è ormai una sorta di Lega sud e che nel PD De Luca è il governatore che urla di più.

Escludendo le misure a sostegno dell’edilizia civile, preziose e di cui c’era necessità, per il momento non vi è traccia di una linea di politica industriale.

Lo scostamento di bilancio dovrebbe sostenere anche un’implementazione dei provvedimenti di ristoro per le categorie del terziario provate dalle politiche di contenimento, solo il settore ristorazione ed il suo indotto valgono 50 miliardi di PIL e rischiano di perderne 18, e nonostante le evidenti difficoltà c’è ancora chi chiede maggiori restrizioni e chiusure.

Non mi riferisco ai medici clinici, la cui posizione è più che legittima e motivata dalle gravi difficoltà che quotidianamente affrontano, ma a chi al governo non ha compreso la gravità della crisi e vorrebbe il lockdown totale. 

Corrado Augias ha proposto di adottare la parola clausura invece della definizione inglese, la trovo particolarmente calzante, ulteriori continue restrizioni equivarrebbero ad un laico voto di povertà collettivo, per ora quello di castità ci è risparmiato ma non poniamo limiti alla provvidenza.

Così l’esecutivo naviga in acque infide ed insidiose, come nel mito è a metà strada fra le fauci di Scilla, il collasso del SSN messo a rischio da un’ulteriore recrudescenza del virus nei mesi invernali che ci attendono, e il gorgo di Cariddi, il precipitare dell’economia ed il depauperamento della nostra struttura produttiva. Non ha alcuna importanza che sia giunto a questo punto per proprie gravi responsabilità, la nave di cui tiene il timone è l’Italia, dobbiamo auspicare che infine si trovi la rotta giusta.