Per qualche euro in meno

La moglie del compianto Enzo Golino, condirettore di Repubblica, socio editoriale del gruppo Espresso, critico letterario è di famiglia repubblicana tanto da condizionare negli anni lo stesso Enzo più liberal socialista. Il figlio Andrea è stato educato ad un naturale rispetto delle leggi dei governi della Repubblica e lo si nota in un suo video pubblicato su fb. Andrea temperamento estroverso, talento calcistico, non ha fatto il giornalista, cosa che gli sarebbe stata piuttosto facile, ma lo chef. Come chef nel suo video non lamenta e nemmeno commenta la decretazione del governo, le promesse fatte e poi subito rimangiate le nuove chiusure e le nuove promesse. Lo spirito repubblicano di famiglia gli ha insegnato che la collettività è cosa più importante e che se anche bisogna pur guadagnare e lavorare nella vita, quando la collettività è in pericolo bisogna stringere la cinghia. Quello che Andrea invece lamenta è come mai, mentre il governo chiede sacrifici in particolare alla sua categoria, si possa assistere alle scene di affollamento insensato avvenute domenica scorsa a porta Portese. Ed Andrea non ha visto cosa era via del Corso o magari il lungomare a Napoli. D’altra parte in soli due giorni sono state multate diecimila persone per essere venute meno alle regole. Si comprende quindi che si chieda un nuovo lockdown totale per non fare più uscire nessuno di casa. Sarebbe se non altro più equo costituzionalmente ed infatti l’esponente di punta del governo di Liberi e uguali, lo ha già chiesto. Perché Conte non lo vuole, ha insistito per le misure parziali? Perché probabilmente il lockdown non si riuscirebbe ad imporre una seconda volta. Per cui da una parte accelererebbe la crisi economica del paese, dall’altra avrebbe un record di violazioni. È il virus resta lì che ci aspetta. Le monarchie retrograde i regimi militari possono riuscire a dettare regole alle loro popolazioni come se si trattassero di ascisse cartesiane. Le democrazie non vi riescono. Devono compiere una battaglia molto più lunga e molto più dolorosa che potranno vincere solo confidando nei mezzi che sono loro propri. Lo sviluppo, la circolazione, la libertà, le cure. La repressione ha già perso e perderà di nuovo con buona pace del ministro Speranza.