Fermate Speranza

Il principale dibattito nella storia della sinistra mondiale iniziò intorno agli anni venti del secolo scorso e poneva in questione la rivoluzione senza lo sviluppo economico. Come è possibile abbattere il capitalismo se il capitalismo manco c’è. Lenin forte dell’esperienza della rivoluzione in un paese di 17 milioni di chilometri quadrati dove sviluppati c’è n’erano giusto un paio, di chilometri non di milioni, intorno a Pietroburgo e poco altro, chiamava cane chi come il tedesco Kautsky, sollevava la domanda e traditori borghesi gli accoliti di Kautsky. Stalin pensò bene direttamente di fucilarli o rompere la testa a picconate a chi manteneva tale dubbio. In pratica il dibattito si esaurisce con la rivoluzione cinese e riprese con minore intensità negli anni settanta. In Italia ad esempio con Lucio Colletti. Roba da professori. Ora può darsi persino che il ministro Speranza ignori completamente l’antefatto ma c’è qualcosa di straordinariamente staliniano in lui quando con i suoi occhi da pesce sostiene le ragioni della salute senza contemplare lo sviluppo. Di Conte possiamo discutere ma è ovvio che il premier non è un pazzo furioso, al contrario è persino ragionevole. Precipitato in un lockdown senza senso ha fatto quanto in suo potere per uscirne. I sontuosi quanto inutili stati generali erano pur sempre il segno di una volontà di ripartenza, il premier parlava addirittura il sedici luglio scorso di un nuovo rinascimento. Ancora a settembre il premier si è preoccupato di specificare che con il virus bisogna convivere e tutte le misure prese e riprese per quanto possano far rabbrividire ed indurre alla rivolta i cittadini, danno pur sempre il senso che l’attività economica debba essere tutelata. Si tratta invece ora di capire come il ministro Speranza pensi di poter tutelare la salute arrestando lo sviluppo economico, perché dovrebbe essere chiaro che il sovraffollamento dei pronti soccorso non è creato da gente che sta male ma dal panico infuso dal governo, che la maggioranza delle persone deve tornarsene a casa e una buona parte a casa può essere curata. Avessimo i medici, avessimo le strutture. Ma se interrompiamo una seconda volta completamente lo sviluppo economico come pensa Speranza di mobilitare i medici di potenziare le strutture cosa che sarebbe il suo compito di ministro della sanità e non della clausura? Gli Emirati Arabi hanno curato i malati con successo chiamasse i medici degli Emirati che ora si girano i pollici. Soprattutto chi glielo ha detto a Speranza che dopo un nuovo lockdown il virus non si ripresenti? Ne abbiamo appena finito uno e quello è tornato. E invece, nemmeno tre giorni dai provvedimenti elaborati dal governo e Speranza è già lì che dice chiudiamo tutto. E il Rinascimento di Conte? I piani per i duecento miliardi? Il meraviglioso futuro di Grillo? Chiudetevi in casa una decina d’anni, ma anche venti.