L’emergenza senza urgenza

La decretazione di urgenza, perfettamente costituzionale, avrebbe consentito al governo di scrivere un decreto sabato e approvarlo domenica con due passaggi parlamentari e pazienza per la legge sulla transomofobia che tanto ha appassionato le camere in questi giorni. Il Parlamento avrebbe svolto la sua funzione preposta e non sarebbe stato ridicolizzato com’è da marzo Sette mesi. Un tempo in cui la Francia rivoluzionaria sconfisse tutte le potenze europee quanto noi manco abbiamo sconfitto il covid. Ma il comitato di salute pubblica presentava i decreti alla convenzione che doveva approvarli. Conte non ha questa seccatura, li annuncia in televisione. Previsto per sabato il DPCM è slittato a lunedì per poi essere pronto mercoledì ed essere varato venerdì prossimo. Ma bisognava discutere con le regioni, infatti si lamentano tutte. Se il comitato di salute pubblica avesse dato tutto questo tempo al duca di Brunswick quello sarebbe arrivato a Parigi. Conte questo tempo lo dà al virus. Lo ha dato anche il febbraio scorso. Il suo CTS gli chiese di chiudere Alzano e Nembro e lui, attesi due giorni, chiuse l’intera Lombardia. Questo lasciando che i treni partissero colmi di gente perché la notizia della intenzioni del governo si era diffusa, sicuramente per qualche errore di comunicazione. Ora non ce n’è nessuno. Il premier ha detto di dare il tempo ai cittadini di prepararsi, per cui coloro che non vogliono farsi chiudere in casa come topi si trasferiscono a regime migliore. Se hanno mezzi per farlo ovviamente. Con loro si trasferisce anche il virus che ama viaggiare e siamo daccapo. Tra un mese non avremo regimi migliori ma regimi peggiori, bastano questi due giorni di attesa per capirlo, considerando le violazioni che sono già state annunciate a mezzo stampa, ad esempio nella barriera torinese dove la gente comune che se non lavora non mangia non ne può più. A quel punto il paese si dovrà chiedere se adottare misure ancora più severe, perché quelle delle zone rosse sono meno pesanti di quelle del marzo scorso, o semplicemente buttare a mare un governo che nel caso migliore è fatto di poveri incapaci. Nel caso peggiore di criminali. Natale con il coprifuoco. Perfettamente costituzionale, ovvio. Siamo la Repubblica di Salò.