Giovanni Battista Pentasuglia, tra Garibaldi e la Massoneria

Il 3 novembre 1821, a Matera, nasce Giovanni Battista Pentasuglia. Avviato alla carriera ecclesiastica, nel 1848 si arruola tra i volontari che partecipano alla guerra contro l’Austria. Ferito nella battaglia di Treviso si guadagna la promozione ad ufficiale. Dopo la guerra, stabilitosi a Torino, si laurea in fisica, diventa istruttore degli allievi telegrafisti e si arruola nel genio militare. Ispettore degli uffici telegrafici, partecipa alla seconda Guerra d’Indipendenza, assegnato al quartier generale di Napoleone III, con la mansione di sovrintendenza ai servizi telegrafici. L’anno successivo segue Garibaldi nella Spedizione dei Mille, unico lucano a prendere parte all’impresa sin dal principio. Sbarcato a Marsala, provvede ad occupare l’ufficio telegrafico dove è in corso la trasmissione a Palermo dell’allarme per l’avvistamento dei piroscafi piemontesi e telegrafa la falsa notizia che si tratta di imbarcazioni mercantili. Decorato della Croce di Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia, insignito del titolo nobiliare di Conte, nominato ispettore generale ai telegrafi, eletto Deputato, progetta e realizza la posa del cavo telegrafico sottomarino tra la Sicilia e la Sardegna e sullo stretto di Messina. Iniziato alla Massoneria, Maestro Venerabile di una Loggia di Matera del Grande Oriente d’Italia, prende parte alla Terza Guerra d’Indipendenza, per la quale è decorato con la Croce di Ufficiale dell’Ordine Militare di Savoia. Dopo la guerra torna a Matera dove lavora come ispettore capo dei telegrafi e muore il 4 novembre 1880.