Le ragioni della scienza e quelle del governo

Fra i brillanti virologhi che abbiamo imparato a conoscere in questi mesi, chi attacca i suoi colleghi via satellite, chi si candida alle regionali, chi polemizza con Ronaldo, c’è n’è anche di più discreti che hanno poco tempo per la televisione e si occupano principalmente dell’evoluzione del virus. Ad esempio di recente il Corriere della sera ha scovato il professor Palu che sostiene l’origine artificiale del virus è che non sia più quello di Wuahan ma un derivato e soprattutto che non sia letale. Palù è convinto di poter dimostrare che il virus tende a convivere con il suo ospite non ad ucciderlo. Ora tesi di questo genere che non siamo in grado di valutare sarebbero utili per lo meno da discutere in consessi adeguati e con una qualche risonanza mediatica per evitare se non quella che Palù chiama un’isteria collettiva per lo meno le uscite neroniane di certi supporter del premier Conte che lo invitano a non far più niente, bere birra e mangiare popcorn, mentre i suoi critici muoiono come mosche. Le tesi di Palù sarebbero utili anche al ministro Speranza che potrebbe correre a rifare pubblicare il libro dove ci spiega come ha sconfitto il virus. Invece senza considerare le tesi di Palù, il governo fa quello che può e cioè contenere i contagi un po’ a casaccio. Questo almeno va riconosciuto al governo la preoccupazione per la tenuta ospedaliera. Poi vi sarebbe da chiedersi se in questi mesi invece dei tamponi, delle mascherine dei monobanchi non sarebbe servito aumentare i posti letto. Abbiamo come l’impressione che ne avesse promesso tre volte tanti. È chiaro che anche con l’ottanta per cento di asintomatici e se il cinquanta per cento del venti rimasto, ha solo sfoghi cutanei come sintomi, i rischi di terapia intensiva sono troppo alti per cui deve contingentare da qualche parte. Non fosse che la parte più colpita resta sempre la stessa e inizia a temere per il suo destino, al punto da preferire l’infezione alla chiusura come si è visto ieri sera nelle Marche. Su quale forza il governo può appoggiarsi per ridurre i cittadini alla ragione? Pensa di poter insistere con strumenti di polizia o agitando il professor Galli in TV? Prima di annunciare il prossimo lockdown il governo dovrebbe farsi questa domanda. Alla prova di forza appare come dire un po’ deboluccio