A Ravenna il nuovo regolamento di Polizia Urbana

Una lunga seduta consiliare che ha concluso il percorso istituzionale dell’atto più importante di questo mandato amministrativo cominciato un anno fa. Dopo 95 anni Ravenna ha un nuovo Regolamento di Polizia Urbana non a caso grazie a un amministratore repubblicano. Uno strumento moderno, che farà scuola nel Paese, e che consegna alla comunità linee chiare di convivenza civile nella fermezza di contrasto ai fenomeni di degrado, rispettoso delle peculiarità del territorio e della vocazione della città, capitale di cultura, arte storia. Legalità senza derive securitarie e Socialità senza cedimenti al lassismo. Con questo regolamento si è scritta una pagina importante della storia della nostra comunità che porta a chiare lettere l’impronta della tradizione amministrativa dell’ Edera. Infatti, grazie a un amministratore Repubblicano, finalmente Ravenna si è dotata di uno strumento moderno e adeguato, che disegno una città accogliente, inclusiva e rispettosa dei “diritti” di tutti richiamando anche ai “doveri” di tutti per preservare la sicurezza urbana, il decoro pubblico e la migliore vivibilità della nostra città e le nostre frazioni. Gli assi portanti di questo Regolamento si fondano su tre elementi principali: educazione, prevenzione e repressione. Dunque un regolamento equilibrato messo a punto per la nostra città, non copiato da altri, e che rispecchia appieno le caratteristiche della nostra città e va incontro alle sue esigenze. Un confronto lungo, positivo e proficuo che ha coinvolto tutti i gruppi politici e anche le associazioni di categoria. Da sottolineare come, al di là delle posizioni politiche, tutti i gruppi consiliari abbiano apprezzato il documento, riconoscendo il merito del lavoro fatto. Come PRI ci associamo alle parole di stima e ringraziamento pronunciate dal Sindaco nel suo intervento, nei confronti del Vice Sindaco: stima e ringraziamento estese per tutto il lavoro svolto sul versante sicurezza.
Vogliamo sottolineare anche il contributo fornito dalle associazioni di categoria, perché in un momento così difficile e drammatico, anche grazie al loro apporto si è messo a punto un dispositivo che consentirà alla città di reagire meglio alla crisi e di essere più pronta al rilancio del tessuto civile, sociale ed economico una volta che sarà terminata l’emergenza sanitaria.