La gravità della situazione richiede un cambiamento

L’articolo 117 della Costituzione (comma q) recita che è materia esclusiva dello Stato la profilassi internazionale. Quindi la profilassi di una pandemia è compito esclusivo dello Stato che è tenuto a muoversi per particolari malattie osservando le indicazioni dell’organizzazione Mondiale della Sanità. La profilassi, cioè l’insieme di misure tese a prevenire la diffusione di una malattia, soprattutto infettiva spetta al governo. Le norme quindi sono di competenza esclusiva dello Stato. E quindi del Parlamento o, dice la Costituzione, del ministro della Salute che lo presenta al Parlamento. Quindi non esistono Dpcm che possono sostituire questa procedura in tempo di emergenza, ma non rientra nei compiti del Presidente del Consiglio dei ministri nemmeno in condizioni normali. Ma Conte ne ha fatti a decine smentito dai costituzionalisti e sopratutto dai giudici che assolvono sulle sanzioni per incostituzionalità dei Dpcm. Ma non è questo, o meglio solo questo, lo scopo del mio ragionamento. Il governo con una leggerezza e superficialità incredibile non è tempestivo nell’applicare la profilassi e cioè la sterilizzazione, la disinfestazione dei luoghi in cui la diffusione del virus è possibile ma commette errori e confusione nella determinazione di chi deve occuparsi della sanità e chi deve occuparsi della salute. La vulgata che la salute e la sanità siano la stessa cosa è l’errore più grande che il governo ha commesso. L’organizzazione della sanità e la salute sono categorie interagenti ma diverse. E non sempre l’insieme delle risorse spese per le strutture sanitarie, servizi, tecnologie sanitarie sono utilizzate per tutelare la salute dei cittadini, molte volte alimentano il gigantesco apparato. In generale la salute dei cittadini viene misurata sulle aspettative di vita: LO STILE DI VITA e quindi sulle condizione culturale, sociale ed economica, questo incide per il 45/50%, IL GENOMA 20/30%, L’AMBIENTE 20% e I SERVIZI SANITARI solo per il 10/15%.Quindi la salute dei cittadini non dipende solo dall’organizzazione sanitaria, che anzi incide di meno, di altri fattori. Questo doveva portare maggiormente il governo ad avere una visione generale e nazionale come prevede la Costituzione, invece che ha fatto? Ha compiuto un ragionamento che sta alla base di tutto il caos che sta succedendo. Come ha candidamente ammesso il sottosegretario agli interni Achille Vairani, il governo ha coinvolto le regioni e i comuni nell’attività normativa autonoma partendo dal fatto che la competenza in materia sanitaria è per larga misura regionale e locale.Il problema è che la pandemia non solo non rientra in quel larga misura, ma è competenza esclusiva dello stato. Avere commesso questo errore, non certo in buona fede visto che certi candidati alle Presidenze regionali hanno fatto largo uso di promesse citando i buoni rapporti col governo e altri attaccando il governo per la possibilità di accedere al MES. Trasformando la lotta per contrastare la pandemia in una vergognosa disputa elettoralistica mentre il virus non era debellato. È per lo meno strano che un governo decreta l’emergenza nazionale, non prevista dalla Costituzione, assume pieni poteri e poi, sapendo che ci sono le elezioni regionali, coinvolge nella possibilità di emettere normative autonome regioni e comuni, innestando il caos. Cosicché invece di mettere in campo politiche di difesa della salute provvedendo ad acquistare o ad affittare autobus per il trasporto persone, a provvedere ad effettuare continue disinfestazione dei treni il governo che fa?Dà finanziamenti per monopattini elettrici, abbandonati per le città senza disinfestazione alcuna, senza regole per l’uso di questi veicoli. Abbiamo autobus strapieni, dove il distanziamento non viene rispettato e tanto meno nelle metropolitane o nei treni dei pendolari. Nessun controllo su questi mezzi. Per cui si mobilità l’esercito e la polizia per controllare cinema, teatri, ristoranti, ma anche cittadini che corrono sulla spiaggia deserta senza mascherine e non si fanno controlli sui veri nodi del possibile contagio di ritorno da tutti indicato come possibile. Poi, si arriva all’ultimo Dpcm che ha contro tutto il paese e che colpisce quei settori che secondo personaggi del governo, ma anche qualcuno dell’opposizione giudicano meno necessarie e superflue, ma pretendeva anche la delazione di vicinato nel colpire le cene o i pranzi nelle abitazioni private con più di 5/6 invitati. La chiusura dei ristoranti e dei bar alle 18 è demenziale perché si possono chiedere il rispetto delle misure precauzionale appellandosi al senso di responsabilità civile dei cittadini come ha fatto Angela Merkel al popolo tedesco, ma senza alcun atto normativo, ma chiudere attività che rispettano quelle norme e lasciare che le regioni poi facciano ciò che vogliono è da governo di incoscienti ed incapaci. Per cui in Trentino il virus non colpisce nei ristoranti fino alle 22 di sera mentre nelle altre parti d’Italia colpisce alle 18. Non si sono fatti interventi logistici sui mezzi di trasporto e nelle scuole e si chiudono i settori che più hanno pagato il lockdown dicendo che ci sarà ristoro. Ma il tenere in attività un ristorante o un teatro o un cinema non è un problema di ristoro, molte volte tra l’altro non arrivato, ma di possibilità per il futuro che svaniscono. C’è in atto la sistematica distruzione di tutti i ceti medi produttivi, degli artisti ed operatori culturali, per sostituirli con i ceti garantiti e assistiti, un blocco parassitario più controllabile politicamente con la carità, quel blocco che era l’ossatura corporativa del fascismo ereditato dalla Dc e oggi dal cattocomunismo del PD e dal populismo dei 5S che affossa l’Italia democratica e produttiva del paese. Da mesi sostengo che se la protesta del ceto medio esasperato da politiche vessatorie si salda con l’estremismo di destra e di sinistra noi avremmo avuto il caos e l’eversione, purtroppo non mi sbagliavo. Fu per questa ragione che proponemmo un governo di solidarietà nazionale a guida Draghi ed è per questo che destra e sinistra non sono idonee a guidare un paese in emergenza. Occorre procedere celermente ad affidare il paese a un governo di unità nazionale che gestisca crisi e ripresa e passare celermente alla convocazione di una Costituente repubblicana, liberal democratica autonoma da destra e sinistra.