In ricordo di Achille Basile

Il 28 ottobre 1831, a Sant’Angelo di Brolo (ME), nasce Achille Basile. Appartenente ad una nobile ed influente famiglia di proprietari terrieri impegnata nella produzione della seta, repubblicano, fortemente ostile ai Borboni, già da giovane frequenta le sette segrete e partecipa all’attività cospirativa. Individuato dalla polizia borbonica viene più volte arrestato e costretto a allontanarsi dalla Sicilia per vivere a Firenze ed a Torino, dove mantiene contatti con i rivoluzionari siciliani in esilio. Nominato Segretario generale della Società nazionale italiana per la Sicilia, al rientro nell’isola collabora con la rivista culturale palermitana “La favilla” e fonda, diventandone il direttore, il giornale messinese “L’interprete”. Scoppiata la rivoluzione a Palermo ed a Messina nel 1860, incluso tra i cospiratore da fucilare, riesce a sfuggire all’esecuzione grazie all’aiuto di un militare borbonico e dell’Intendente di Messina, che gli permettono di allontanarsi dalla città. Dopo lo sbarco dei Mille si unisce all’esercito garibaldino con cui partecipa alla campagna contro i Borbone. Dopo l’unita, abbandonate le idee repubblicane in favore di quella monarchica costituzionale, conseguita la laurea in giurisprudenza all’Università di Palermo, inizia la carriera nella pubblica amministrazione. Intendente a Nicosia, questore poi viceprefetto di Palermo, viene decorato della medaglia d’argento al valore civile e viene promosso Prefetto per il suo comportamento durante la cosiddetta “rivolta del sette e mezzo”. Prefetto di Agrigento, dove si distingue nella lotta alla criminalità entrando in contrasto con alcuni notabili locali, poi a Parma, Milano, Napoli e Venezia, Senatore del Regno dal 1890, muore a Venezia il 20 febbraio 1893.