Quello del lanciafiamme

Nella seconda guerra mondiale le truppe statunitensi ricorsero ai lanciafiamme principalmente contro i bunker militari giapponesi ad Okinawa, quando quelle tedesche li usurano contro le abitazioni civili a Varsavia e in Russia. Anche l’esercito italiano ricorse al lanciafiamme con il generale Graziani in Libia nelle città ribelli. Con il che facilmente si comprendono le origini politiche del governatore De Luca che ha evocato i lanciafiamme in caso di festa di laurea. De Luca sa far ridere, è un pregio per un uomo politico, ma fino ad un certo punto. La civiltà giuridica di un paese si denota dai termini che predilige comunemente. Gli stati che si preoccupano della tutela dei loro cittadini in condizioni di estrema emergenza ricorrono al termine oscuramento. Venne applicato dall’Inghilterra sotto i bombardamenti aerei della Luftwaffe. Il coprifuoco si usa invece principalmente per la popolazione di paesi occupati o coloniali. È chiaro che i cittadini italiani sono oramai considerati tali dai loro governanti. Quando perdi il diritto al movimento alla piena esplicazione delle tue attività, quando ti si spiega che il tuo lavoro, magari l’insegnante di tango, non è essenziale, che devi cambiarlo, non sei più un cittadino sei diventato un semplice suddito. Non c’è un diritto alla salute che precede ogni altro diritto. C’è una salute pubblica che comprende la necessità delle cure per chi ne ha bisogno e la libertà degli altri. Il governo Italiano non ha garantito i primi e poi ha represso i secondi. Tutto questo ha avviato un percorso di regressione sociale morale e politica che riporta quasi indietro la nostra civiltà di duecento anni, al papa re, ai Borboni. Finalmente abbiamo trovato un adeguato presidente del consiglio, questo del lanciafiamme, del coprifuoco.