Destino oscuro

La credibilità delle istituzioni è talmente bassa che un governatore di regione si è presentato in conferenza stampa con la cartella clinica di un paziente che dovrebbe essere tutelata dalla privacy più rigorosa, per giustificare le misure adottate. Dovrebbero bastare dei dati intelligibili se esistono per confortare il governatore. Dire ad esempio, che i pronto soccorso sono pieni come motiva un altro governatore che non si capisce perché sia ancora a piede libero e non in galera, dove dovrebbe stare per impedirgli di nuocere ulteriormente, non è un dato, è una circostanza. Certo, entrambi questi governatori non si sentono abbastanza protetti dalle misure del governo e sono autorizzati ad adottarne di più restrittive, il ministro Azzolina che ciononostante li ha contestati merita una medaglia al valore, il che non vuol dire che si sentano anche chiamati a rispolverare termini non previsti dal nostro ordinamento costituzionale. Il lock down è stato peggio di qualsiasi coprifuoco si avvii oggi, ma almeno salvava l’apparenza. L’ uso della lingua inglese allontana dai metodi nazisti. Ma anche la Francia ha il coprifuoco. Infatti la Francia è l’ultimo paese che lo impose nella guerra di Algeria, andate a vedere come andò a finire. A confronto di tutto ciò il governo Conte ci sembra un pozzo di saggezza. Meno i cento scienziati che gli hanno scritto di prendere norme più severe. Abbiamo ascoltato uno di questi scienziati spiegare che ogni cittadino dovrebbe incontrare la metà delle persone che ha incontrato in questo periodo per arginare i contagi. Ma allora chiediamo di non vederne nessuna, di rinchiudersi sotto terra e allora saremo al sicuro. Tra qualche mese avremo altri cento scienziati che chiederanno di tornare a vivere nelle caverne. Ci salverà la fede. Con questi chiari di luna il capo dello stato prudentemente ha convocato i vertici militari. Bravi generali, chiederà loro il capo dello stato, i vostri soldati sono rispettosi dei principi della Repubblica? E i generali risponderanno, certo che lo sono signor presidente. Ed ecco che il destino della Repubblica sarà riposto nelle mani dei suoi soldati.