Lo sport è un diritto

Fa davvero piacere sapere che c’è ancora qualcuno con la schiena dritta che non si fa intimidire dal governo e la sua cricca mediatica e ricorda ad un paese inebetito una verità fondamentale della civiltà occidentale. Lo sport è un diritto, lo ha detto Roberto Mancini un campione straordinario che ha fatto sognare milioni di italiani e non solo. Non c’è bisogno di essere esperti costituzionalisti per capire che uno stato che nega lo sport, gli allenamenti individuali non sono sport, è fuori da ogni parametro della nostra civiltà dai tempi dell’antica Grecia, così come andare a dire in televisione come fa il professor Galli ogni sera che il calcio non è essenziale è una infinita corbelleria. Non è essenziale il professor Galli il calcio lo è eccome altrimenti non avrebbe mezza popolazione mondiale appassionata. Ogni gioco lo è dal tempo di Eraclito. Ora possiamo pensare benissimo ad una sospensione temporanea per ragioni sanitarie o eccezionali. Benissimo. Ma bisogna sapere che si rinuncia a qualcosa di essenziale appunto mentre non è essenziale farsi tamponi, scaricare le app, ascoltare i virologhi in televisione, a fare autocertificazioni. Nessuno ha mai sentito il bisogno di fare tutto questo e non vede l’ora di smettere. Bisogna cercare di non dimenticarselo altrimenti viene da pensare che si vorrebbe cambiare i parametri della nostra vita civile. È vero che i topini in laboratorio stanno benissimo ma gli uomini non sono topolini. Un governo serio avrebbe potuto e dovuto recuperare tutte le schede dei circoli sportivi che in questi mesi da luglio ad ottobre hanno monitorato i loro partecipanti in tutte le attività svolte e riferire di quanti focolai di quanti infetti vi si sono verificati per giustificare i provvedimenti presi. Perché visto che quando si parla di focolai i telegiornali citano case di cura per anziani e conventi di clausura non vorremmo che il governo prendesse un clamoroso abbaglio. Bisognerebbe infatti anche valutare che gli sportivi ammalati di covid lo hanno superato con una certa rapidità e senza danni. Bisogna vedere se invece coloro che interrompono le attività oggi non divenissero più esposti. Poi capiamo perfettamente le preoccupazioni del governo. Togliamo l’acqua dove nascono le zanzare e le zanzare moriranno. Non fosse che le zanzare sopravvivono dall’era dei dinosauri, gli prosciughi un lago si trovano uno stagno. Per quanta gente puoi tenere chiusa in casa e regolare con il compasso c’è sempre qualcuno che gira e verrà attaccato. Al virus basta ancora meno che alle zanzare. Altrimenti il lockdown forsennato sarebbe pur servito a qualcosa. Il governo ci aveva detto che l’Italia stava meglio degli altri paesi per averlo fatto. Infatti ora ci si accontenta del coprifuoco. Bene il governo ha mentito due volte non era vero che ci imitavano e stanno meglio di noi paesi che hanno chiuso poco o niente. Ciononostante andiamo avanti nella politica claustrosanitaria. Quando a dicembre ne vedremo i frutti, nessuno i contagi continueranno ad aumentare, le mascherine non proteggono a sufficienza, si consideri l’ipotesi di una politica liberal democratica e soprattutto di un altro governo.