In ricordo di Colomba Antonietti

Il 9 ottobre 1826, Bastia Umbra (PG), nasce Colomba Antonietti. Figlia di un fornaio, giovanissima si trasferisce a Foligno, dove conosce e si innamora del Conte Luigi Porzi, cadetto dell’esercito pontificio. Un amore avversato dalle famiglie per il diverso ceto sociale, che, nonostante il trasferimento del giovane militare a Senigallia, non riescono ad impedire il matrimonio. Dopo le nozze segue a Roma il marito che, a seguito della promozione a tenente, è trasferito ad un nuovo battaglione. Qui il marito, subisce l’arresto per avere contratto matrimonio senza la necessaria autorizzazione ed è rinchiuso a Castel S. Angelo con lo stipendio dimezzato. Quest’ultima pena economica viene eliminata grazie all’intercessione di uno zio prelato del conte. Animata da ideali patriottici, nel 1849 segue la scelta del marito e aderisce alla Repubblica Romana. Tagliati i capelli, veste l’uniforme dei bersaglieri e si unisce al Reggimento guidato da Luciano Manara. Partecipa alle battaglie di Velletri e Palestrina con coraggio e valore tanto da meritarsi l’elogio di Garibaldi. Assegnata alla difesa delle mura cittadine, mentre si appresta a rinforzare le barricate durante i combattimenti contro i francesi a Porta San Pancrazio del 13 giugno 1849, una palla di cannone del calibro del 36 rimbalzata sulle mura la colpisce al fianco destro provocandole una grave frattura del bacino e del femore che ne causa la morte. Secondo i testimoni muore tra le braccia del marito dopo aver gridato: “Viva l’Italia”. Il suo sacrificio viene riportato nelle memorie di molti protagonisti, tra cui Garibaldi, e in quadro di Gerolamo Induno. Viene deposta in una “bara coperta da corone di rose bianche e dalla sciarpa tricolore”, e sepolta nella Chiesa di San Carlo ai Catinari mentre la musica militare suona “l’inno funebre dei martiri d’Italia Chi per la patria muore vissuto è assai”. Dal 1941 riposa nel Mausoleo Ossario sul Gianicolo. Il marito, per evitare la condanna a morte è costretto a fuggire in Brasile, in Uruguay e poi in Argentina, dove muore nel 1900 senza essersi risposato.