Si continua a violare la Costituzione con la mediocrità al governo del Paese

La sostanza del nuovo Dpcm, anticostituzionale, è che il governo decreta l’emergenza chiede il prolungamento dei pieni poteri e poi, scarica sui sindaci e presidenti delle giunte regionali ciò che non può scaricare. Il vero problema è che la pandemia è l’unica cosa che non si può delegare a sindaci o regioni. Perché non si può affrontare con una strategia ad arlecchino, dove ognuno fa quello che vuole, e dove un sindaco può avere poteri che ha solo il ministro della salute secondo la Costituzione. Il problema è che la scienza e la politica o sono trasparenti o sono atti autoritari. La scienza è la certezza contingente, ma non la verità assoluta, per questo va confrontata e sottoposta a verifiche. Questo governo occulta i dati scientifici, non fa autopsie, chiama malati ed untori i contagi asintomatici, che si curano con il puro isolamento. Calcola morti da Covid tutti coloro che muoiono anche se non colpiti direttamente da Covid o se hanno superato il Covid 19 e dopo 6 mesi sono morti per altro come è avvenuto ad una forlivese di 99 anni guarita dal contagio e deceduta dopo vari mesi perché a 100 anni si può morire. Classificata morta per Covid anche se non è stato così. Si crea un’ emergenza sanitaria che è invece una situazione di normalità, si trascurano le altre malattie e non si usano i soldi del MES per attivare e potenziare un sistema che si sostiene essere in emergenza. Lo fanno per poter gestire con Dpcm e senza controlli del Parlamento la situazione che è fuori dalla Costituzione democratica. La condizione di emergenza non è contemplata dalla Costituzione, perché il precedente storico in cui potere legislativo ed esecutivo furono concentrati nelle stesse mani, portò al fascismo. Tuttavia in caso di guerra o di situazione veramente emergenziale è il Parlamento che decide non il governo. Qui è l’opposto con l’aggravante che il governo vuole gestire senza problemi i soldi del Recovery, senza rotture del Parlamento e delega ciò che non è delegabile, cioè la pandemia, ai sindaci e ai presidenti di regione. Anche il lessico è importante, ormai tutti chiamano governatori coloro che sono semplicemente presidenti di giunte regionali. Come se fossero capi di stati in un paese federale. Non è così e le regioni e le province sono solo carrozzone di politiche clientelari e localistiche. Si spaccia per collegialità ciò che invece è solo un metodo clientelare di governo. Si sono richiesti pareri e progetti alle province per il piano di investimenti da finanziare col Recovery generation quando la UE ha indicato settori e progetti strategici in cui investire i fondi. Invece di scegliere dieci progetti utili allo sviluppo dell’interesse complessivo del paese, a due giorni dalla data di scadenza in cui dobbiamo indicare le linee di intervento ed indicare le priorità, abbiamo 606 proposte provinciali, nessuna scelta col rischio di non ricevere un bel nulla. Non è Ponzio Pilato è la sommatoria di un pasticcio di potere, incapace di decidere quando occorrerebbero intelligenza politica e metodo per fare scelte strutturali e politiche di solidarietà nazionale, almeno per affrontare la ripresa economica e sociale, dopodiché la vita politica può riprendere sapendo che la Repubblica è un patto sociale con regole condivise e che la sua caratteristica parlamentare fa del Parlamento il luogo della sintesi è del controllo dell’ interesse generale e del governo lo strumento esecutivo di un programma votato dal Parlamento. Il compito di vigilanza e di legiferare non può essere aggirato da Dpcm e da voti di fiducia, che di fatto impediscono la dialettica politica, la correzione e il miglioramento delle leggi. Non è Ponzio Pilato ma un disegno autoritario calcolato che, da un lato impaurisce il cittadino e dall’altro toglie democrazia rappresentativa ai cittadini e gli impone rinunce di libertà fondamentali, è più un sistema cinese, che il Laissez Faire dei liberisti senza vincoli al mercato. Un regime che distrugge la tradizione democratica antifascista e risorgimentale della Costituzione repubblicana.