«Vergognatevi!». L’insofferenza anti dpcm di Davide Rondoni

Duro, durissimo. Al limite della scorrettezza politica e dell’insofferenza umana. Il poeta cattolico Davide Rondoni è arrabbiato, arrabbiatissimo. E non lo nasconde affatto. «Vergognatevi!». Lo dice con un video in penombra lanciato dal suo account Instagram. Poco meno di un minuto «dedicato a quelli che per anni e mesi strillavano ogni momento sul pericolo del “fascismo” e ora, asserviti, tacciono o si complimentano». Il riferimento è, manco a dirlo, a coloro che sostengono i dpcm anti-Covid firmati dal premier Giuseppe Conte. Le hashtag facilitano di gran lunga la comprensione delle sue parole: #servideicinesi, #delazione, #dittaturasanitaria, #libertà e #buonsenso. Ecco Rondoni: «Lo dico quasi col sorriso, ma vergognatevi! Voi che fino a ieri gridavate al pericolo del fascismo e ora avete un presidente del consiglio che ti controlla, per decreto, chi inviti a casa, vergognatevi! A voi che avete strillato nei mesi scorsi, negli anni scorsi, sulle mancanze di libertà, sul problema in Italia delle costrizioni, vergognatevi! Vergognatevi! In questo momento in cui per decreto si decide chi bisogna vedere, chi bisogna invitare, senza una evidenza scientifica d’emergenza. Guardate chi cresce nell’economia mondiale, vergognatevi. Vergognatevi. Molto».