Solidarietà a Massimo Cacciari

L’altra sera ad una trasmissione televisiva il professor Cacciari ha avuto uno scoppio d’ira come nemmeno ebbe quando un suo studente gli disse che Heidegger era nella gestapo. Eppure il professore ha le migliori intenzioni nei confronti del governo. Ad esempio non gli contesta le criticità costituzionali o l’appropriata rappresentatività democratica per gestire una fase come questa, cosa che gli contesta ad esempio un agguerrito giornalista come Roberto Arditti. Il professore è solo divenuto furioso perché non gli si spiega il processo decisionale. Non che il popolo debba essere informato, ci sarebbe da discutere sulle simpatie del professore per la massa comune dei cittadini, ma a lui così ben disposto verso il bravo governo, le norme gliele volete spiegare? Il popolo si sa è un animale, ma Cacciari si è definito animale razionale, ovvero capace di intendere e di volere e quindi merita di essere trattato come tale. Possibile che uno come Speranza che nemmeno capisce la differenza fra essere ed ente, possa dirgli come comportarsi, impedirgli di avere dieci persone a cena con cui discutere amabilmente? Ed ecco l’altro scoglio contro cui Cacciari si è schiantato, la decretazione del governo. Anche qui il governo si ritira a palazzo Chigi convoca la stampa e annuncia i decreti come la giunta cilena, va benissimo chi se ne frega. Ma i decreti della giunta cilena avevano un senso compiuto. Se non hai i documenti per strada quando vieni fermato dall’esercito sarei passato per le armi. Perché invece sei persone sono una minaccia e cinque no? Perché chiudi la movida e sono infettati i conventi di suore? Perché mettere una mente come Cacciari davanti al suo terrore più grande ovvero che il mondo sia privo di qualsiasi significato intelligibile e senza scopo, giri a vuoto su se stesso. Insomma che il mondo non sia altro che una rappresentazione più estesa di questo governo.