In ricordo di Giuseppe Fanelli

Il 13 ottobre 1827, a Napoli, nasce Giuseppe Fanelli. Studente di Architettura, avverso al regime borbonico, membro della Giovane Italia, abbandona gli studi per iniziare l’attività cospirativa. Nel 1848 si reca a Milano con la colonna di volontari organizzata dalla Belgioioso per partecipare all’insurrezione. Addetto all’addestramento degli artiglieri, entra nella Colonna Medici combattendo sulle montagne del confine italo-svizzero. L’anno successivo è sergente con Il Medici a Firenze, per approntare una nuova unità per la guerra, poi a Roma in difesa della Repubblica. Dopo la restaurazione pontificia fugge a Malta dove frequenta i circoli patriottici italiani. Tornato a Napoli nel 1853 riprende l’attività cospirativa cercando di mediare tra le diverse tendenze del movimento unitario, diventando il responsabile del Comitato Segreto. Collaboratore di Pisacane, nel 1857 partecipa alla fallita spedizione di Sapri riuscendo a salvarsi ed a fuggire a Londra. Motivo per il quale sarà coinvolto in polemiche su sue presunte responsabilità nel fallimento della spedizione. Nel 1860 è tra i volontari di Garibaldi che partecipano all’impresa dei Mille. Promosso colonnello durante la Dittatura, alla testa dei Cacciatori del Vesuvio reprime le sacche di resistenza borboniche nel Matese. Iniziato alla Massoneria nel 1862, l’anno successivo combatte coi polacchi insorti contro lo zar e nel 1864 partecipa a Napoli al congresso delle società operaie che approva l’Atto di Fratellanza. Eletto deputato dal 1865 per tre legislature, nel 1866 è ancora con Garibaldi a Bezzecca. Amico di Bakunin, abbandona le tesi mazziniane, per schierarsi con l’internazionalismo, il federalismo e l’anarchismo. Tra i fondatori del circolo «Libertà e Giustizia» e dell’omonimo giornale a Napoli nel 1867, l’anno successivo partecipa al “Congresso della Lega della Pace” a Berna ed alla creazione dell'”Alleanza internazionale della Democrazia Socialista”. Emissario di Bakunin, nel 1868 si reca in Spagna, dove diffonde le idee anarchiche e costituisce una sezione dell’Internazionale. Nel 1870 aderisce all’Anticoncilio, poi collabora alla nascita del periodico «La Campana» di Napoli, e nel 1872 prende parte a Rimini alla creazione di una Federazione italianadell’Internazionale ed al congresso antiautoritario di Saint-Imier.Colpito da tubercolosi e da problemi psichici, muore a Nocera Inferiore (SA) il 5 gennaio 1877.