La marcia del gambero al passo dell’oca

È difficile capire l’ottimismo del ministro dell’economia sulla capacità di ripresa del paese a fronte dell’annuncio di nuove misure restrittive. Anche solo il contingentamento dei posti ai ristoranti produce un effetto deleterio, come lo produce l’interruzione della vendita dei liquori da asporto dopo le ventuno di sera, per non dire che chi organizza feste di matrimonio si troverà un catering con trenta persone. Se poi ritornano nel mirino gli sport amatoriali di contatto ecco una altra categoria di cittadini riportata una seconda volta alla fame. Salvo che tutti questi futuri disoccupati vengano assunti nelle fabbriche di produzione di mascherine. Ma anche solo chiudere il calcio nei circoli sportivi significa nel caso migliore dimezzarne il fatturato, senza nemmeno contare il danno ai club professionali con mille spettatori allo stadio. Le società di calcio inglese hanno contestato queste misure del loro governo, convinte di poter disporre di un piano di massima sicurezza per il ritorno sugli spalti dei loro abbonati. In Italia niente. Ogni minima restrizione colpisce direttamente o indirettamente l’economia o Il lavoro perché la società occidentale sa da almeno tre secoli che lo sviluppo economico si basa su due semplici principi, l’iniziativa privata e la libera circolazione. Ogni limite, ogni regola alla stessa la penalizza. Carli parlava di lacci e lacciuoli, non conosceva il cappio di Conte. Il governo confida evidentemente in risorse straordinarie da mettere in campo a breve tali da ovviare a misure che gli sembrano con effetti di poco conto. Non fosse che lo stesso governatore della banca d’Italia che pure era uno tra i più ottimisti sulle capacità di ripresa del paese, ha detto che bisogna cambiare passo. Purtroppo per noi l’unico passo che il governo conosce è quello del gambero, va all’indietro. E mostra una certa fretta nel farlo. Potremmo dire che il governo marcia all’indietro come un gambero al passo dell’oca. Aspettiamo infatti i controlli nelle case private per sapere se ci atteniamo alle disposizioni del governo. Nel prossimo DPCM.