Come evitare buffonate e tutelare il diritto

Premesso che manco il professor Galli ritiene utili le mascherine all ‘ aperto e non c’è un solo virologo che sostenga questo provvedimento, il governo invece di sollazzarsi due settimane con gli stati generali, riuniva un’oretta le categorie di associazione, Confcommercio, Confartigianato e varie. Queste avrebbero chiesto ai loro associati la distribuzione di mascherine gratuite ai loro clienti da indossare nei loro locali e da restituire all’uscita dagli stessi, lo stesso per i trasporti la mascherina viene data con un biglietto del treno o dell’aereo mentre i tassisti hanno più bisogno di igienizzanti generici perché da un sedile posteriore è difficile starnutire in faccia al conducente. Il governo si sarebbe quindi limitato ad un decreto di urgenza per imporre le mascherine sui mezzi pubblici che in effetti sono di sua competenza lasciando ai privati la necessaria autonomia. Poi avrebbe richiesto il Mes per acquistare le mascherine. Se una palestra o un circolo sportivo non vogliono usare le mascherine che poi necessariamente vengono tolte, ci si limita alla misurazione della temperatura come è sempre stato fatto. I circoli sportivi dispongono poi dei dati personali dei soci per rintracciarli in caso di infezione. Questo processo sarebbe stato virtuoso sotto il profilo sanitario perché quello che dimentica di dire il governo è che non basta l’uso della mascherina ma anche che queste vengano cambiate ogni volta che le si usa quando è evidente dalle mascherine personalizzate che non è cosi e dunque tante misure sono superflue. Vi è poi un problema ambientale la dispersione nell’ambiente di un materiale non riciclabile dei cui danni ci accorgeremo a breve e che la distribuzione ed il ritiro degli esercizi commerciali avrebbe limitato. Mentre tutti coloro con patologie pregresse per maggior sicurezza possono chiedere al loro medici un uso più intenso della mascherina, in modo che la polizia controlli semmai chi ha il volto coperto non l’inverso. Questo è il paese della legge Reale. Il problema vero quello su cui cade qualunque costruzione legale sono bar e ristoranti, tanto è che Galli li voleva chiusi in anticipo non perché il virus si diffonde ad orari ma per contingentarne l’uso. A tavola ci si toglie necessariamente le mascherine e difficilmente si tengono le distanze. Per cui a meno che si servano cibi liquidi e si applichi un foro per la cannuccia alla mascherina ci infettiamo tutti comunque. Vale la pena per un ultimo pasto decente.