Si balla sul Titanic

Le anticipazioni sulla nota al Def, che dovrebbe essere resa nota questa sera, non lasciano spazi alle interpretazioni, le previsioni di crescita, circa sei punti il prossimo anno che si ridurranno progressivamente al 3,8% ed al 2,5% nel 2022 e nel 2023, sono messe a dura prova dalla ormai più probabile recrudescenza dell’epidemia. Se non vi fossero ulteriori peggioramenti, il nostro PIL quest’anno registrerebbe una perdita del 18%, ma le ulteriori misure restrittive che il governo sta predisponendo rischiano di farlo diminuire ulteriormente di 2 o 3 punti percentuali.
Per descrivere efficacemente l’atteggiamento complessivo della nostra classe dirigente di fronte ai complessi frangenti che sta affrontando il Paese, non si può non ricorrere alla abusatissima immagine dell’orchestra del Titanic che, indifferente, continua a suonare mentre la nave affonda.
I pentastellati sono impegnati in una grottesco dramma che vede litigare ferocemente il padrone del vapore, il signore della democrazia digitale Davide Casaleggio ed il suo paggio Alessandro Di Battista, contrapposti con il genio del San Paolo di Napoli e tutta la sua corte dei miracolati, sostanzialmente indifferenti ai gravi problemi che attanagliano il Paese. Il PD balbetta M-ME-MES, strumento utile ma non la panacea salvifica da ogni male. Per carità di patria non mi dilungo sul centro-destra, che ha ritenuto di non avere di meglio da fare di organizzare un circo, con tutto il rispetto per le sane professioni circensi, a Catania in occasione del processo Gregoretti a Matteo Salvini, riuscendo a dare la parola persino ad una fan della buona vecchia Cosa Nostra di una volta, del resto prima i mafiosi italiani…

Alla tragicommedia ha voluto aggregarsi anche il Presidente di Confindustria che ha paventato che l’Italia possa ben presto diventare il Sussidistan, giusto, ben detto! Ora però il dott. Bonomi dovrebbe essere così cortese da spiegare per quale ragione la sua associazione non ha protestato contro un indiscriminato taglio dell’IRAP, di cui in piena crisi hanno beneficiato tanto i settori più duramente colpiti dal lockdown, quanto quelli che hanno registrato aumenti medi di fatturato fino al 3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Le misure di contenimento che si accinge a predisporre il governo rischiano di mettere in ulteriore difficoltà la già provata economia del Paese, la verità è che si adottano misure sempre più restrittive perché non si è in grado di far rispettare le norme in vigore, i locali aperti al pubblico sono tutti stati sanificati, le distanza di sicurezza vengono rispettate, e chi lo sa? Emaniamo un DPCM che preveda la chiusura alla 23.00.
Il Governo non è in grado di vigilare sull’applicazione delle norme che ha predisposto e quindi ne emana di nuove sempre più restrittive.
Lo stesso approccio che ha anche nella gestione delle politiche economiche, l’erogazione della CIG è in ritardo oltre ogni ragionevole disguido organizzativo, dei cento miliardi di prestiti agevolati previsti ne è e stato erogato circa un quinto, ma ormai questi sono temi del passato, oggi bisogna pensare a spendere i fondi del programma next generation, tutti i ministeri e le regioni sono impiegati a redigere progetti senza una reale strategia di sviluppo. Non sapendo gestire il presente è bene essere proiettati ad un prossimo futuro in cui avremo a disposizione una mole di risorse, intanto difendiamoci dall’esercito di pericolosi asintomatici, finché avremo paura della minaccia rappresentata dal potenziale untore saremo certo più indulgenti verso chi se sta sul ponte a ballare il valzer mentre la nave affonda.