Francesco Nucara: «Pessima la gestione di Conte. Il PRI dovrebbe farsi interprete del malcontento»

Bisognerà attendere domani, quando il ministro della salute Roberto Speranza riferirà alle Camere i contenuti del nuovo Dpcm e annuncerà ufficialmente la richiesta di proroga dello stato di emergenza dino al 31 gennaio 2021. Il nuovo dpcm che prevede mascherine all’aperto sempre, feste private a numero chiuso e chiusura anticipata di bar, pub e ristoranti. «Una decisione scellerata», ha commentato Claudio Romiti su L’Opinione delle libertà «che, di fatto, contribuisce non poco a tenere letteralmente sospesa la nostra democrazia, con tutta una serie di libertà individuali e di gruppo fortemente limitate; cosa che oramai rappresenta un vulnus sempre più grave e dagli sviluppi futuri inquietanti.

Se infatti è stata sufficiente una malattia che riguarda particolarmente le persone fragili, e che attualmente sembra avere una letalità inferiore a quella dell’influenza stagionale, per tenere a tempo indeterminato in una condizione di semiparalisi il Paese, superando d’un balzo gran parte delle guarentigie costituzionali elaborate dai padri costituenti, ci si chiede cosa possa avvenire nel caso di emergenze ben più gravi di questa».

Critico sullo stato di emergenza, Sabino Cassese: «È una dichiarazione di impotenza o peggio ancora di incapacità. Mi sono anche chiesto perché noi in Italia per fare le cose ordinarie dobbiamo sempre ricorrere all’urgenza. Se ci sono degli intoppi nel percorso ordinario basterebbe toglierli. Stiamo convivendo da dieci mesi in una situazione di pericolo per la salute e uno Stato ben ordinato dovrebbe avere strumenti ordinari per fronteggiare questo pericolo».

«La democrazia non si può regalare come una stecca di cioccolata. La democrazia bisogna conquistarsela. Per conquistarsela bisogna volerla. Per volerla bisogna sapere cos’è» (Oriana Fallaci)

Non si deve sottovalutare il rischio della pandemia, certo. Ma le strategie del terrore certo non aiutano, né le minacce da Dittatura Sanitaria. Ci sono stati più casi, è vero, numeri che non vedevamo da marzo. Ma a marzo venivano fatti 7000 e passa tamponi, oggi 120.000. Più cerchi, più trovi. Lo ha ricordato Giuseppe Remuzzi al Corriere della Sera: «Dobbiamo tenere gli occhi spalancati sull’andamento dei ricoveri. Il 3 aprile in Lombardia c’erano 1444 persone intubate. Oggi sono 42, e molti sono ricoverati da tempo. Nella fase più critica, da noi moriva il 50% delle persone in terapia intensiva, oggi il 5%».

Il Codacons intanto ha annunciato il ricorso al Tar per l’ordinanza di Zingaretti. «Le mascherine sono uno strumento indispensabile nella battaglia al Covid, ed è fondamentale usarle in tutte quelle situazioni in cui esista il pericolo di contagio e sia impossibile rispettare le distanze sociali – afferma il Codacons – ma se lo Stato non è in grado di imporre il rispetto delle disposizioni anti-Covid e svolgere adeguati controlli sanzionando i trasgressori (si pensi ai luoghi della movida), non è pensabile scaricare le inefficienze della pubblica amministrazione sui cittadini, imponendo l’obbligo indiscriminato di indossare la mascherina sempre, quando ci si trova all’aperto, anche se si è da soli in un bosco o in una strada deserta».

Abbiamo intervistato sull’argomento l’on. Francesco Nucara, già segretario del PRI.

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