Quello che chiudiamo il senato

A norma di dottrina del secolo scorso, se le camere di una repubblica parlamentare sono ridotte al voto di fiducia, sono già state chiuse di fatto è inutile persino discuterne. Se poi addirittura le camere vengono surrogate nella loro azione dal governo che dovrebbe loro rispondere, bè questa è la quarta Repubblica Francese. Per impedire di essere accusato di colpo di stato e prevenire quello che i generali preparavano, De Gaulle fece votare ai francesi una riforma costituzionale dove i poteri si concentravano nel governo, il semi presidenzialismo, una riforma che la sinistra marxista europea, il PCI ed il Pcf per capirci, accusarono di fascismo. Quando Craxi vent’anni dopo propose il presidenzialismo in Italia il terreno era già dunque pronto, la sua proposta era gaullista. Sapeva di dittatura. Ovviamente qualsiasi paese può scegliersi il modello costituzionale che vuole purché sia chiaro il suo mandato di intenti. Se la Repubblica resta parlamentare in caso di emergenza, si tratti della guerra di Algeria o del corona virus, al limite a casa va il governo perché il mandato su cui era sorto non prevedeva gli sviluppi avvenuti. Le camere invece restano aperte a nel pieno delle loro funzioni anche sotto le bombe. Fa dunque piacere che anche se un po’ tardi il presidente Casellati abbia scoperto le prerogative del diritto e dichiarato che il senato non chiude. Davvero infatti non si capisce. Non ci sono le mascherine? A che servono le mascherine se non ad evitare il contagio. Mettetevi la mascherina in senato e state sereni. Volete maggiore protezione? Mettetevi i guanti disinfettate i banchi. I senatori della Repubblica possono morire sul loro scranno ma non votare da casa. Perché o la classe politica dà un esempio di coraggio o davvero a scaldare la sedia non serve a niente. Altrimenti chiudetelo definitivamente il senato, tanto decide Conte. La Repubblica italiana non è manco una repubblica presidenziale. È semplicemente una repubblica contiana. Una repubblica delle banane.