Un progetto laico e repubblicano. La voce della libertà contro la mediocrità

Quando la cultura non ha più radici nella propria storia, non può trasmettere alla politica quei valori che rendono migliore il confronto politico e più solide le istituzioni democratiche. La cultura del maggioritario ha travolto i presupposti politici e morali del concetto di Repubblica sui quali i costituenti avevano gettato le basi per tutelare, rafforzare e rigenerare il processo democratico e repubblicano. La Repubblica è un patto sociale con regole condivise che ha alcuni principi fondamentali su cui si regge e se crolla anche uno di questi è destinata a crollare (come diceva Ugo La Malfa). La caratteristica parlamentare che trova nel popolo il potere di sovranità e di delega rappresentativa. Siamo una democrazia delegata non assembleare da consultare via web o con l’umore populista delle piazze. Siamo una democrazia pluralista, frutto di una storia a culture plurime, che ispirano i partiti e di cui il parlamento è la sintesi. Il sistema proporzionale che elesse la Costituente è il sistema che garantisce il pluralismo politico. Il bicameralismo è il sistema che garantisce la qualità delle leggi e il rapporto corretto tra il potere legislativo del Parlamento e potere esecutivo del governo. Il sistema delle autonomie amministrative locali, come articolazione di uno stato unitario. Quando si è cominciato a dimenticare, a violare questi presupposti con una concezione che non era più quella della politica intesa come il governo dell’interesse generale del paese, sia per chi governa sia per chi dall’opposizione controlla ciò che avvenga, è iniziato il declino. Il maggioritario inserisce un virus nella democrazia repubblicana e cioè la concezione che ciò che conta è solo la conquista del potere. Viene dato un colpo mortale a quel patriottismo costituzionale Repubblicano che è amore verso i valori comuni, verso il pluralismo, verso la solidarietà, i principi di riequilibrio sociale e territoriale, i principi di raggiungimento di quel bene comune o interesse generale, quel patto sociale che è la Repubblica. Il maggioritario non tutela le minoranze, anzi premia quelle forze uscite perdenti dalla storia come il comunismo, e quelle forze anticomuniste eredi del blocco sociale corporativo e religioso clericale e fascista. La Costituzione e il suo rispetto sono gli antidoti veri al progressivo indebolimento del confronto democratico ed istituzionale, che nella sua progressiva degenerazione è diventato prima scontro destra sinistra e ora populismo sovranismo. Il concetto di patriottismo costituzionale repubblicano inteso come condivisione di un idea di valori di libertà, di senso civico, di cittadinanza, di regole comuni da rispettare, di giustizia sociale e di difesa dell’interesse generale e nazionale devono essere la cornice di un progetto politico repubblicano, laico, liberal democratico come indicato nel documento del CN del PRI, ma anche la cornice del confronto democratico del paese. Il sistema maggioritario strutturalmente favorisce lo scontro, le promesse, la violenza verbale, l’odio personale e contro lo schieramento avverso, favorisce la polarizzazione verso le estreme. Nel suo svolgersi è diventato leaderismo, spettacolarità, demagogia, assistenzialismo, localismo, clientelismo, bigottismo e clericalismo, nazionalismo, utilitarismo e abbandono dei legami storici internazionali. Insomma la Repubblica è diventata non patto sociale, ma contrapposizione sociale, di classe, localismo, conflitto permanente, debito infinito e la politica priva di cultura di riferimento dissolta da politiche di schieramento di potere.La politica non è più espressione della volontà popolare e la sintesi di una dialettica democratica, che si manifesta con un governo eletto dal parlamento ma diventa il trasformismo continuo di forze che si confrontano su promesse, che inseguono gruppi corporativi, leader di cartapesta e di una stagione, localismi vari, il cui risultato non porta all’elezione di parlamentari indicati dai partiti e scelti con preferenza dal popolo, che poi, in parlamento, fanno la sintesi in un programma di governo dell’interesse generale. Il governo del paese sarà affidato a chi ha un voto in più e il programma di governo sarà la ratifica delle promesse clientelari, clericali, localistiche, assistenziali, che hanno fatto agli elettori. Il meccanismo di sviluppo del paese che governi la destra o la sinistra non cambia, rimane spontaneo, pieno di debiti, di squilibri, di localismi. Il contrario dello spirito previsto dalla Repubblica italiana e dal patriottismo costituzionale repubblicano che la dovrebbe ispirare e guidare. Contro le degenerazioni di destra e sinistra diventate sovranismo antieuropeo e cattocomunismo populismo occorre offrire ai giovani l’alternativa e la prospettiva di un polo laico, repubblicano, liberal democratico che non insegue l’antipolitica, ma i valori della Costituzione repubblicana. I valori della libertà fatta di lavoro e non carità, del merito e non del clientelismo delle baronie o della protezione politica, fatta di libertà di impresa e di stato regolatore, non imprenditore ed assistenziale, fatto di alleanze occidentali e di un’ Europa politica, di una scuola che educa alla vita democratica e al rispetto della Costituzione e che insegna educazione civica non “Bella ciao” quando vince la sinistra o un inno nazionalista se vince la destra. Un’educazione al sapere, alla conoscenza per avere l’ orizzonte della società aperta e l’orizzonte del mondo e non del localismo e dell’autarchia. La cultura degli strumenti del governo dell’interesse generale, della programmazione, dei progetti prioritari per il paese e nei settori strategici. La laicità come educazione alla tolleranza e alla coesistenza in una società democratica che tutela la libertà di culto e non impone vincoli religiosi per usufruire dei diritti civili e sociali. Contro l’antipolitica, per la politica positiva controllata dalla sovranità popolare, per contrastare l’idea che le istituzioni parlamentari non servono e basterebbe il sorteggio, contro il fascismo dell’antifascismo che vorrebbe introdurre gli inni partigiani nelle scuole od impedire di parlare a chi non sta con loro. La riconciliazione è stata la Repubblica e la sua Costituzione è solo le sue leggi possono regolare lo svolgimento della vita democratica. Contro la nomina di ministri del Vaticano alla presidenza delle commissioni socio sanitarie della Repubblica, contro la politica di sussidi e clientele è nato il progetto repubblicano, laico, liberal democratico adesso portiamo lo all’attenzione degli italiani, dei giovani, diamo coraggio a quegli intellettuali che non si sono venduti al potere, diventando l’eco della mediocrità e non la voce della libertà come dovrebbe essere in ogni cittadino, sopratutto in un intellettuale in Repubblica.