La waterloo dei tamponi. Bassetti: «Basta con il virus della paura. Non c’è nessuna emergenza»

«Mentre lo studio di Vo’ Euganeo sembrava una facile vittoria di Pirro, quello che sta accadendo al Genoa Calcio potrebbe rappresentare la “Waterloo dei tamponi”». Osserva il virologo Matteo Bassetti:  «Dopo poche ore dall’esito di tamponi negativi per tutta la squadra si è assistito a numerose positività con probabili conseguenze importanti sul futuro del campionato di serie A.  

I tamponi possono dare, da una parte una falsa patente di negatività  e di liberi tutti e dall’altra produrre un esercito di positivi asintomatici. Rischiamo di far circolare soggetti negativi al tampone ma in fase di incubazione che trasmettono il virus e chiudere in casa altri con tampone positivo (o debolmente positivo) che non trasmettono a nessuno.

Occorre rimettere al centro la clinica fatta di segni e sintomi, che unita alla virologia, rimane lo strumento migliore per la gestione di questa pandemia.  D’altronde abbiamo sempre fatto così nella gestione delle malattie infettive».

D’altro canto Bassetti ha anche invitato a smetterla con il virus della paura: «Gli italiani non meritano tutto questo allarmismo». Non è una posizione ‘negazionista’ (l’etichetta inventata dai giallorossi per snobbare il dissenso con quella superiorità morale che i post-comunisti hanno sempre ritenuto di avere). Ottimismo condiviso anche da Zangrillo: «Siamo molto ottimisti, le cose vanno bene». La situazione è sotto controllo, non c’è nessuna emergenza. I giornaloni parlano di 1700 casi al giorno, come a marzo. Omettono di dire che si tratta non di malati ma di positivi asintomatici, e che i tamponi al giorno oggi sono 100.000 (e non 7000 come a marzo).

Oggi non esiste un’emergenza sanitaria, anche se qualche esagitato ancora fa finta di non capirlo. Esiste invece un’emergenza democratica, con la sistematica violazione di libertà costituzionali, privacy e diritti civili. Emergenza che i liberali, i radicali, i socialisti e (parte dei) repubblicani da tempo evidenziano. Così ieri, dall’Osservatorio Rodotà, è partito un esposto alla Corte Europea dei diritti dell’uomo.