La democrazia scientifica

Curioso come dai media nazionali non si menzioni l’unico paese europeo che presenta un numero di contagi irrisorio, la Svezia. La famigerata Svezia sembrerebbe dai dati di agosto fuori dalla pandemia ed i governi europei iniziano ad interessarsene quando in Italia si chiudono in isolamento gli asintomatici e si continua a ripetere il ritornello di tenere alta la guardia. Ma la Svezia non l’ha mai alzata la guardia. Ovviamente non sappiamo quanto la tipologia dei singoli paesi possa avere un impatto sul virus, ad esempio l’ampiezza di spazi non sembra propedeutica alla sua diffusione, il virus c’è a New York non nel Montana. Ma è oggettivamente molto più difficile di quanto si creda stabilire un principio scientifico su cui regolare la vita democratica che non ha un presupposto scientifico ma un presupposto politico. Le grandi democrazie europee sono nate sull’idea di libertà, o di eguaglianza, al limite di fratellanza e non sull’idea dello sviluppo della scienza, che potrebbe anche languire. Ad esempio la scienza fiorì in Francia sotto l’assolutismo non sotto la rivoluzione. Per non dire che gli scienziati russi erano tutelati dallo zar e sterminati da Stalin. Soprattutto non è compito dei cittadini seguire la grande discussione scientifica perché questa presuppone per lo meno studi all’istituto Pasteur che non tutti hanno fatto e va aggiunto che se c’è un rapporto clamorosamente sbagliato sulla pandemia è quello del maggio scorso istruito dall’istituto Pasteur. Per questo sarebbe utile che i governi nominassero i loro scienziati e che gli scienziati discutessero con i governi invece di invadere le televisioni. Anche perché poi magari ci si accorge che questi scienziati erano tanto presi dalla loro vocazione che per farsi eleggere non hanno nemmeno aspettato le prossime politiche e si sono candidati alle regionali. Grande passione per la scienza. Per cui i governi fanno bene a valutare come credono i pareri dei loro scienziati e se vediamo li hanno spesso disattesi. Johnson si è ripreso lo scienziato della mucca pazza, Trump ha ignorato Fauci e il governo italiano se n’è fregato del consiglio del lockdown mirato per chiudere anche la Basilicata. Sono tutte loro prerogative fissate dall’ indipendenza di un mandato che li fa rispondere al loro elettorato, per chi c’è l’ha, non ai loro scienziati. Il socialismo scientifico è morto prima della fine del secolo scorso e la democrazia scientifica grazie a Dio non è mai nata anche se qualcuno vorrebbe far credere di instaurarla.