Che te lo Tridico a fare

Diciamolo subito chi si è scandalizzato per l’aumento degli emolumenti del Presidente Tridico da 65000,00 a 150.000,00 euro all’anno non ha centrato il punto. L’INPS è il più grande istituto previdenziale italiano, ha quasi trentamila dipendenti, una capillare organizzazione che copre tutto il territorio nazionale, gestisce budget per più di 13 miliardi. Esserne alla guida è una gravosa responsabilità, quand’anche il Governo ritenesse di portare a 240.000 euro annui, il compenso massimo previsto per enti pubblici e società pubbliche non quotate, gli emolumenti del Presidente non vi sarebbe nulla di scandaloso, anzi!
Certo il professor Tridico è espressione del Movimento Cinque Stelle, una forza politica che ha legato alla battaglia contro privilegi e sprechi la sua stessa ragione di essere. Il concetto di “Casta” non è un’invenzione grillina, il merito di tanto qualunquismo lo dobbiamo a due autorevoli giornalisti del Corsera, Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo. Alcuni leader politici, Berlusconi, Renzi, solo per citare due esempi eclatanti, hanno accarezzato l’idea di presentarsi come princeps legittimati direttamente dalla “plebe popolo” contro una infida classe di “patrizi-politici” aggrappata ad una serie di arcaici ed ingiustificati benefici, quasi sempre identificata con il Parlamento. È indubbio, però, che siano stati i pentastellati a saper cavalcare quest’onda ed a trasformarla in travolgente successo politico.
La tentazione di far assaggiare ai populisti la loro stessa medicina è forte, viene in mente il grande Pietro Nenni: «A fare a gara fra puri, troverai sempre uno più puro che ti epura», i cinque stelle sono ottimi candidati a sperimentare questa massima ora che hanno anche adottato degli eufemismi per cui le odiate auto blu sono diventate auto di servizio, il primo mandato è il mandato zero, ecc. Io però seguirò la massima del padre della patria, non mi candido ad epuratore nella speranza di non essere epurato, tuttavia in questo aumento di compensi del Presidente dell’INPS uno scandalo lo vedo.
Non si può notare l’intempestività con cui arriva e la mancanza di trasparenza, in uno primo tempo sembrava si trattasse di un aumento retroattivo, poi l’interessato ha smentito, al di là di ogni giudizio di merito, le remunerazioni delle cariche pubbliche devono essere adamantine.
È soprattutto l’intempestività a colpire, ci sono duecentomila nostri concittadini che non hanno ancora ricevuto la CIG, o meglio che hanno ancora degli arretrati, avendone potuto in molti casi beneficiare grazie alle anticipazioni dei datori di lavoro, circa trentamila non hanno ricevuto alcuna erogazione di sostegno al reddito, francamente in questa fase l’aumento dell’emolumento del Presidente non può non apparire come uno schiaffo beffardo a chi vive situazioni di difficoltà economica a causa delle inefficienze dell’Istituto.
Veniamo poi al disastro che è stata l’attuazione del reddito di cittadinanza, anche qui abbiamo visto strumentalizzazioni indegne, denigrare lo strumento perché alcuni delinquenti, o semplicemente parenti di persone che si sono macchiate di atti criminali, ne hanno fruito è puro sciacallaggio politico e mediatico, il fallimento del reddito di cittadinanza non si misura negli abusi che qualcuno ha perpetrato, si riscontra nel fatto che su un milione e duecento beneficiari del provvedimento solo duecentomila sono stati inseriti in un percorso di ricollocazione occupazionale dai navigator. Lo strumento ha fallito perché ibrida politiche di lotta alla povertà e sostegno al reddito con politiche attive del lavoro, due interventi differenti, con obiettivi diversi, che richiedono misure differenziate. Uno dei principali promotori di questo erroneo impianto teorico è il professor Tridico, che poi nella veste di Presidente dell’INPS è stato carente nell’organizzare verifiche e controlli.
Per non citare il disastro del click day sulla prima erogazione del bonus di 600 euro per i lavoratori autonomi, e non si trovino scuse affermando che era inevitabile ci fossero problemi, l’Agenzia delle Entrate è riuscita a gestire le erogazioni a fondo perduto per le imprese in modo efficace e rapido.
Naturalmente il Presidente Tridico non è certo l’unico responsabile delle inefficienze e dei malfunzionamenti nelle procedure dell’Istituto, si tratta di difficoltà che vengono da lontano e che attengono all’organizzazione del sistema previdenziale ed alla continua e progressiva destrutturazione del welfare del nostro Paese. Chi ricopre una carica però dovrebbe assumersene pienamente le responsabilità, per una volta avremmo voluto vedere un dirigente pubblico del nostro Paese riconoscere i limiti del proprio operato nella gestione di un ente così importante, invece, come se nulla fosse c’è un aumento di emolumento, e dire che erano venuti per cambiare tutto, per aprire il sistema come una “scatoletta di tonno”, ma che te lo dico, anzi te lo Tridico a fare…