La fine del mondo di Kunstler

L’emozione viaggia su di un doppio binario. Quello di un libro che strega e incanta e a cui è difficile resistere, Davanti alla fine del mondo. Qualcosa che è difficile da definire: letteratura? filosofia? È un saggio? Sono dei racconti? Sono dei romanzi? C’è la seduzione del bello scrivere e già solo quello è ammaliante, ma con la riflessione, profonda, che va dentro, verso la radice delle cose, tutto diventa entusiasmo. Mauro Cascio è così: sangue che si fa lettera, passione che è impegno e bellezza. Un tesoro per pochi che è come quelle spiagge sconosciute, fuori dalle guide turistiche. Un paradiso per privilegiati che non ha niente del salotto pop.

L’anello di congiunzione è Massimo Ricciuti, raffinato intellettuale, musicista. A lui è venuta l’idea di fare incontrare il pensiero e l’opera del filosofo pontino a un altro genio, un poeta riconosciuto come Roberto Kunstler, il Bob Dylan italiano, l’autore di tutti i successi di Sergio Cammariere. Così il libro ha ispirato il suo nuovo lavoro. Originale, potente. «Non mi era mai successo. Io ho tratto sempre ispirazione dai miei materiali. Avevo fatto eccezione solo con Dalla pace del mare lontano, ispirata da Carlo Michelstaedter». Mauro Cascio però ha musicalità, aggiunge Ricciuti (coautore dei testi).

Massimo Ricciuti

E ieri sera al Teatro dell’Arciliuto Kunstler ha proposto, con Ricciuti e con Andrea Libero Cito al violino, assieme ai pezzi più noti del suo repertorio (da Tutto quello che un uomo a Senza dire niente) tre dei nuovi brani che faranno parte del suo nuovo disco: la Canzone di Abelardo (liberamente ispirata a Lo Sposalizio di Arale), L’Ultimo viaggio di Ulisse e la title-track: Davanti alla fine del mondo. Una serata, a cui ha partecipato anche Jonathan Giustini, fortemente voluta da Michele Polini e dall’Associazione L’Edera, dall’unione romana del PRI. L’Iniziativa Repubblicana e l’Almanacco Repubblicano media partner.

L’intervista a Michele Polini